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IL VANGELO DEL GIORNO: venerdì 28 Febbraio 2020

Mt 9, 14-15

In quel tempo, giunto Gesù all’altra riva del lago, nella regione dei Gadareni, gli si accostarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: “Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?”. E Gesù disse loro: “Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno”.

Il vangelo di oggi concentra la sua attenzione sul digiuno, così come la liturgia quaresimale che inserisce il tema del digiuno in questo primo venerdì di Quaresima. Il digiuno infatti è un’usanza molto antica, praticata in quasi tutte le religioni ed è una della pratiche ascetiche più efficaci. Anche Gesù fa del digiuno un’arma spirituale perché pratica questa forma di preghiera per quaranta giorni, come racconta il Vangelo secondo Matteo 4,2, però il Vangelo stesso lascia intendere che per Gesù il digiuno non è una questione di norma, ma una questione relazionale. Si digiuna, secondo Gesù, quando lo sposo è tolto, quando si avverte il bisogno di una presenza che però è assente. Si digiuna non quando si ha bisogno di ottenere un premio per un qualsiasi stato di perfezione di cui si va alla ricerca, ma nello stare nella relazione, anche se c’è un’assenza. La perfezione che altri ricercano nel digiuno, per Gesù è nella relazione, che Lui stesso identifica come sponsale, una relazione che perciò implica la libertà della persona. La parola sponsalità ha a che fare con la radice latina del verbo “rispondere”: Gesù si definisce “sposo” in questa parabola che racconta, perché Lui  fa di tutti noi la risposta d’amore che il Padre attende. Ecco allora che comprendiamo perché Gesù non impone il digiuno, perché il cammino con Gesù ci porta alla libertà, una libertà che va oltre i doveri, anzi, che li vanifica perché l’amore supera ogni pratica ascetica, ogni penitenza! E’ per donarci questa libertà che Gesù perde la sua vita, anzi dona la sua vita! Allora, se è vero che il digiuno è un mezzo importante per controllarsi, e dominarsi, ed esiste per questo in quasi tutte le religioni, nella fede cristiana è semplicemente uno dei tanti modi per entrare in relazione con Dio e con gli altri, per sentire nel corpo lo stato di chi è povero e di chi non riesce a sostenersi per vivere. Ieri il Vangelo ci parlava di donare la vita, oggi ce ne indica una possibilità: nel digiuno. Allora oggi se digiuniamo, come la liturgia ci suggerisce, ricordiamoci di farlo per amore, in comunione con chi ogni giorno dona la vita, anzi, in risposta a Colui che ci ha amato per primo, donando la Sua vita. Come Gesù ci ha insegnato, amiamo, digiunando, nella libertà, per dare la possibilità a tutti di rispondere all’amore di Dio nella libertà. Buona giornata!

 

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