Giulio Tarro: "Abbiamo bisogno sia della scienza che della fede" | lafedequotidiana.it

Giulio Tarro: “Abbiamo bisogno sia della scienza che della fede”

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” La medicina e la scienza non sono onnipotenti e la preghiera è importante”. Lo afferma Giulio Tarro, che si toglie alcuni sassolini dalle scarpe dopo le polemiche degli ultimi mesi.

Professor Tarro, lei ha definito il Covid 19 virus della paura. Perchè?

” Perchè si è creata nella gente e nella popolazione la psicosi  e penso ai bollettini delle sei del pomeriggio in Italia che, non solo non avevano senso, ma erano  fuorvianti. Inoltre i dati pubblicati in  erano  falsati perchè si è ritenuto che tutte le morti indicate fossero attribuibili al Covid e non è così dimenticando la elementare distinzione tra morto con il covid e morto da covid”.

Cioè?

” Se un soggetto è malato terminale o ha altre patologie gravissime e decede avendo il covid,  al massimo il virus ne è concausa, ma non scatenante. Qui  abbiamo perduto il buon senso e prima che del virus bisogna parlare della ragione ormai intaccata”.

Scienza e fede tema. Lei ha trattato questo tema nel volume “Diario di una pandemia”…

“Scienza e fede devono convivere e possono coesistere. Non esiste una medicina onnipotente e capace di tutto e alla tecnologia non è permesso violare le norme morali nel nome della ricerca, sarebbe paganesimo, come neanche è giusto affidarsi solo alla religione, è fondamentalismo. Anche qui il binomio fede ragione, l’ et  et. Tuttavia le dico che la preghiera è utilissima, persino a livello di terapia. A San Francisco, nel reparto di cardiochirurgia, si fece un esperimento su 400 pazienti divisi in  due gruppi da duecento. Per duecento si recitava appositamente ogni giorno il rosario. In pratica un gruppo di preghiera recitava orazioni  a loro insaputa. Per gli altri duecento no. Il risultato è stato sorprendente: chi a sua insaputa riceveva la preghiera, ha ridotto di ben tre volte l’ uso di antibiotici”.

Va di moda il termine “negazionismo” in relazione al Covid e alle mascherine…

”  Non è corretto, in primo luogo perchè  si tratta di categoria culturale  e storica che si riferisce ad altre situazioni ben più tragiche. Poi io non nego il virus, sia ben chiaro, non è pensabile negare che esista. Io nego la sua totale letalità come lo si vuol dipingere, non è paragonabile all’ ebola e ad altre  Sars. In quanto alle mascherine  all’ aperto non hanno senso”.

Seconda ondata?

” La stessa OMS la ha esclusa”.

Bruno Volpe

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