Giornata mondiale dell’acqua. Papa Francesco: “La difesa della terra e dell’acqua è difesa della vita”

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Oggi è World Water Day, la giornata mondiale dell’acqua, una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all’interno delle direttive dell’agenda 21, risultato della conferenza di Rio.

In questa occasione si susseguono dati allarmanti su quella che Papa Francesco nella Laudato si’ chiama la “questione dell’acqua”, collegandola all’esaurimento delle risorse naturali dovuto alla cattiva abitudine di sprecarle e buttarle via a “livelli inauditi”.

L’acqua copre il 71 per cento della superficie della Terra. Il 97,5 per cento è salata e occupa un volume enorme, un miliardo e mezzo di chilometri cubi. Del 2,5% di acqua dolce, il 69% viene usato per l’agricoltura, il 23% in attività industriali e appena l’8% per gli usi alimentari e domestici. Entro il 2050 il 60% delle 482 città più popolose al mondo sono destinate a restare a secco. Il rischio della penuria d’acqua, sempre nel 2050, sarà al primo posto dei rischi mondiali per il suo impatto sulla vita. Intanto, quattro miliardi di persone vivono in zone caratterizzate da forti carenze di acqua potabile. Più di tre miliardi di persone non hanno accesso a servizi igienici degne di esseri umani.

Il Papa in occasione di questa giornata mondiale dell’acqua 2018 ha tweettato: “La difesa della terra, la difesa dell’acqua, è difesa della vita”.

La “disponibilità di acqua” aveva scritto Papa Francesco nella Laudato si’, “è rimasta relativamente costante per lungo tempo, ma ora in molti luoghi la domanda supera l’offerta sostenibile” con gravi conseguenze nel breve e nel lungo termine.

La povertà di acqua pubblica, si legge nel documento papale, “si ha specialmente in Africa dove grandi settori della popolazione non accedono all’acqua potabile sicura o subiscono siccità che rendono difficile la produzione di cibo”.

Sono i dati che riportano  in occasione di questa giornata mondiale dell’acqua 2018 anche Ong come Unicef e Save the Children, denunciando che tra “le principali cause di mortalità infantile vi sono malattie contratte attraverso l’acqua, uno scarso accesso a questa preziosa risorsa, e servizi igienico-sanitari inadeguati”.

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