Francescane dell’Immacolata, durissima lettera dei genitori delle religiose: “Non sono delle prostitute”

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Il fondatore dei Francescani dell’Immacolata, padre Stefano Manelli.

Con una accorata lettera indirizzata a monsignor Carballo, Segretario della Congregazione dei Religiosi, e a Madre Noris Adriana Calzavara, Commissaria Apostolica dell’Istituto, i genitori delle Suore Francescane dell’Immacolata esprimono il loro rammarico per il silenzio delle autorità religiose rispetto alle accuse deplorevoli verso le loro figlie, le suore Francescane dell’Immacolata e annunciano di non volere restare «ad assistere passivamente a tutte quelle azioni che ormai, sempre più, sotto gli occhi di tutti, che si configurano come una manifesta persecuzione».

Scrivono i genitori delle Francescane dell’Immacolata: «con profondo dolore […] assistiamo al linciaggio mediatico avverso alla buona reputazione delle nostre figlie, con lo scopo di oscurare primariamente la bontà dell’Istituto religioso cui fanno parte e delle numerose opere di evangelizzazione compiute da quando è sorto. L’opera di denigrazione in corso, tocca l’apice della scelleratezza quando verte sulla presunta corruzione morale delle suore. In passato era già stata lanciata un’accusa di questo stampo, poi attenuata da più e doverose denunce contro l’autrice che la formulò. Ora si ritorna sull’argomento e siamo stupiti che a farlo sia il signor Mario Castellano, consulente giuridico del defunto commissario Fidenzio Volpi, con un articolo […] il cui contenuto espone a vituperio le nostre figlie».

Per fornire un esempio della gravità di quanto in esso riportato, citiamo alcune parti tratte da quel diffamatorio scritto: «La corruzione sessuale delle religiose … era finalizzata … a fare delle monache altrettante prostitute, da offrire ai cosiddetti “benefattori” in cambio di dazioni di denaro o di altri beni, oppure di loro autorevoli “protezioni”». Tutto ciò avverrebbe «… in modo sistematico e pianificato» per cui non sarebbe «possibile invocare la debolezza umana come giustificazione, o quanto meno come attenuante per un simile comportamento, che – soprattutto in quanto presentato alle monache come un supposto loro “dovere” – può soltanto appoggiarsi sul principio machiavellico del fine che giustifica i mezzi».

«Secondo Castellano i genitori delle suore, sarebbero padri e madri di ragazze entrate in un Istituto religioso dove si pratica la prostituzione, come dovere ed espressione di sottomissione alla volontà dei superiori. Tali affermazioni ledono prima di tutto l’onore delle nostre figlie e secondariamente soprattutto quello dei genitori e poi di tutti coloro che hanno conosciuto e affiancato le suore nel loro apostolato, a maggior ragione, lo ribadiamo, perché provengono da uno dei collaboratori del commissario Volpi».

I genitori delle Francescane dell’Immacolata sono «basiti per il silenzio delle commissarie che, avendo conosciuto il tenore di vita praticato dalle Suore Francescane dell’Immacolata, avrebbero il dovere di ammonire pubblicamente l’autore di tali nefandezze, tanto più che sono state divulgate a mezzo stampa e riportate su vari siti internet. Sembra strano che la stessa Congregazione, garante della verità, non agisca per arginare questa infamia che sta causando notevole imbarazzo tra le nostre figlie suore che, quando escono dai conventi per svolgere ordinarie commissioni, sono additate per strada e talvolta oggetto di volgari apprezzamenti. Non di rado, anche noi genitori siamo guardati con commiserazione e diffidenza da chi apprende che le nostre figlie sono Suore Francescane dell’Immacolata. Confidiamo, pertanto, in nome del rispetto della dignità umana, che si ponga un termine a queste turpi insinuazioni che sconvolgono la vita delle nostre figlie e che tanto amareggiano genitori, parenti e amici. Chiediamo un pubblico atto di giustizia delle Autorità ecclesiastiche volto a stroncare questa volgare opera calunniosa».

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3 pensieri riguardo “Francescane dell’Immacolata, durissima lettera dei genitori delle religiose: “Non sono delle prostitute”

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    12 Giugno 2017 in 13:34
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    E meno male che il Papa dice che “fare chiacchiere è terrorismo”. Forse siamo in presenza di quei “terroristi cattolici” a cui spesso allude?

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    14 Giugno 2017 in 2:53
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    Ma l’articolo diffamatorio in questione in internet non esiste. Attenzione: qualche anno fa i legali di P. Volpi denunciarono una quantià di siti che avevano riportato, a loro dire, notizie diffamatorie. Poi ritirarono la denuncia. Statevi accorti, quelle sono persone pericolose da contraddire…

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    21 Agosto 2017 in 10:31
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    Sembra il ricalco delle accuse un dì rivolte a Padre Pio. Sappiamo come andò a finire. Dio scrive diritto sulle righe storte. Una sola preghiera possiamo rivolgerGli; che sia fatta chiarezza in tempi brevi.

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