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“Il Mediterraneo torni ad essere quello che fu”: lo ha detto nella sua prolusione con la quale ha aperto a Bari “Mediterraneo, frontiera di pace”, il cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Cei.

Volando alto, il porporato ha illustrato le motivazioni dell’assise barese che affondano le ragioni nel “sogno” di Giorgio La Pira.

Bassetti ha rimandato alla stessa essenza della Chiesa che deve essere allo stesso tempo: sorgente della fede, Chiesa delle Beatitudini, Chiesa della profezia, Chiesa dei martiri del Mediterraneo.

“Siamo chiamati a vivere la nostra comune vocazione per una cultura dell’ incontro – ha detto il cardinale – e della pace nel Mediterraneo, ma tale vocazione non può esere destinata a rimanere un semplice buon proposito. E’ l’unica possibilità realistica di benessere e di prosperità dei nostri popoli”.

Per Bassetti la vera emergenza si chiama guerra (“tragica farsa sulla pelle dei poveri” la ha definita).

Il Presidente Cei ha anche evocato maggior cura per la tutela dell’ ambiente e della salute umana.

“Dobbiamo dire basta a questa politica fatta sul sangue dei popoli. Dobbiamo pretendere che le controversie internazionali siano affrontate nel quadro del diritti e del bene comune. Non potrà esserci arresto alle crisi migratorie ed umanitarie, senza che sia restituito ad ogni uomo il diritto di restare nella propria Patria, senza che a questo diritto sia affiancato anche quello di spostarsi: liberi di partire, liberi di restare”.

Una parte dell’intervento, di ampio respiro, è stata dedicata al dialogo, sia ecumenico che intereligioso nello spirito del Vaticano II ( in specie con l’Islam).

Bassetti si è domandato: “come aiutarci fra chiese ad abitare un’area mediterranea dove i cristiani sono una minoranza?”.

La risposta è nella ricerca del dialogo. “Il nostro incontro (si riferisce a quello di Bari, n.d.r.) assume il metodo sinodale e vuole essere al servizio delle dinamiche delle Chiese del Mediterraneo. Siamo qui per ascoltarci e porgere a Papa Francesco quanto sarà emerso dallo scambio fraterno.

Il dialogo fra le religioni abramitiche (cristianesimo, islam, ebraismo, n.d.r.) contribuisce a disegnare i fondamenti di un nuovo concetto di cittadinanza per fare fronte alle sfide della globalizzazione del terzo millennio. Su di noi pesa la responsabilità di essere promotori di quella conversione pastorale e missionaria da cui dipende la permanenza di una presenza significativa della Chiesa”.

Infine Bassetti ha fatto un bel riferimento ad Aldo Moro nella sua terra.

 

Bruno Volpe

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