A Rimini, il 27 luglio, la riparazione cattolica per il Gay pride sostenuta da alti prelati | lafedequotidiana.it

A Rimini, il 27 luglio, la riparazione cattolica per il Gay pride sostenuta da alti prelati

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A Rimini, sabato 27 luglio 2019, sfilerà un Gay pride, cioè una manifestazione pubblica di orgoglio omosessuale, con tutto ciò che ne consegue (show “carnevalesco” che, come capitato recentemente arriva alle peggiori oscenità e blasfemie, rivendicazioni d’ogni genere, come nozze lgbt+, adozioni lgbt+, legalizzazione dell’utero in affitto ecc.).

Centinaia di fedeli laici cattolici, riuniti nel Comitato Beata Giovanna Scopelli, hanno indetto una processione e un rosario di riparazione, che si svolgeranno, nella stessa giornata di sabato 27 luglio 2019, con partenza alle 10.30 da piazza Mazzini.

Cristiano Lugli, uno degli organizzatori, in una intervista ha spiegato, parlando dell’Atto di riparazione che si vuole portare avanti, ha spiegato che “esiste una vera e propria teologia della riparazione, unita anche alla liturgia. Si pensi a tutti gli atti devozionali rivolti al Sacro Cuore di Gesù trafitto, ad esempio. Una Processione di Riparazione si rende necessaria laddove il peccato viene vantato pubblicamente – come accade nei Gay Pride – procurando un grave scandalo”.

Per Lugli “se anche gli omosessuali manifestassero in giacca e cravatta, cosa che chiaramente non avviene, la riparazione sarebbe comunque necessaria: è l’oggetto del Gay Pride il problema, ovvero glorificare l’orgoglio del peccato impuro contro natura”.

Ricordando che è il secondo anno consecutivi che si compie l’atto di riparazione, Lugli ha spiegato che “uno degli aspetti più dimentichi nel Cattolicesimo oggi sia la militanza. La Chiesa è Militante. I cattolici, quali membra del Corpo, devono esserlo a loro volta. E oggi più che mai!”.

Dopo quella dello scorso anno a Reggio-Emilia, “molti cattolici hanno preso coraggio e hanno provveduto ad organizzare riparazioni in diverse città colpite dal flagello del Gay Pride. Ecco perché sabato è importante essere a Rimini, anche con il sacrificio di fare un lungo viaggio”.

Lugli ha spiegato che l’omofobia non esiste, “come ha giustamente detto il cardinale Müller, e l’odio non è un sentimento che ci appartiene, in quanto cristiani. Gli omosessuali sono peccatori come noi, anche se accecati da uno dei peggiori vizi che ‘sconvolge l’intelletto’, come insegna San Pier Damiani. In quanto peccatori vanno convertiti, parola che alla ‘chiesa in uscita’, me ne rendo conto, dà un pochino da fare”.

Dal Comitato Beata Giovanna Scopelli hanno spiegato che non si odiano le persone ma l’ideologia, “ovvero l’omosessualismo, che conduce le anime all’Inferno e scandalizza l’innocenza dei piccoli”.

Lo scorso il Comitato Beata Giovanna Scopelli avvisò il Vescovo locale, Mons. Francesco Lambiasi, chiedendogli di presiedere la Processione. Ma “Lambiasi non ci rispose, ma mandò avanti un vicario che ‘rispose’, pensi un po’, attraverso un’omelia fatta in parrocchia durante la Messa domenicale”.

Quest’anno i componenti del Comitato Beata Giovanna Scopelli, hanno spiegato di aver agito diversamente. “In quanto battezzati, se ci pensa, io, lei e Mons. Lambiasi abbiamo gli stessi diritti. Come insegna il Codice di Diritto Canonico i laici hanno non solo il diritto, ma anche il dovere di riunirsi in associazioni, comitati e quant’altro per evangelizzare e difendere la Fede Cattolica. Allo stesso tempo, nell’umiltà che ci deve diversificare, ci siamo preoccupati semplicemente di avvisare il vescovo di questa nostra iniziativa, proprio per quel rispetto e quella trasparenza che ci caratterizzano. Come spesso purtroppo accade ultimamente, la Diocesi ha preso una posizione ‘cerchiobottista’. Tuttavia apprezziamo che almeno una risposta personale quest’anno ci sia stata, e che sia stata anche cortese. Certo, che un vescovo dica che il Summer Pride non è il giusto modo per poter avanti la discussione sui ‘legittimi diritti delle persone omosessuali”… è tutto dire’”.

Il noto vescovo monsignor Athanasius Schneider ha benedetto la Processione di Rimini con la lettera che potete leggere sotto.

 

Lo scorso primo giugno anche il Sua Eminenza Raymond Leo Cardinal Burke ha premiato gli sforzi di questi cattolici mandando una sua lettera di benedizione.

 

Invece alcuni “democraticissimi” sostenitori del Pride omosessuale, spiegano dal Comitato, hanno cominciato a contrastare l’iniziativa del Comitato. Questa è una delle immagini degli attacchi alla libertà di espressione dei cattolici che non si vogliono piegare all’ideologia omosessualista.

2 pensieri riguardo “A Rimini, il 27 luglio, la riparazione cattolica per il Gay pride sostenuta da alti prelati

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    27 Luglio 2019 in 9:24
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    Iniziativa che va sostenuta anche in campo ortodosso. Dato che le nostre divisioni (compresa quella introdotta surretiziamente da Bergoglio) non arrivano al cielo, e siccome è dovere dei cristiani difendere e proclamare quei principi non negoziabili che la curia vaticana pare aver scordato (salvo le lodevolissime eccezioni documentate) da ex latino ed oggi ortodosso dico: avanti così è che il Signore benedica il vostro impegno, sicuro che il Signore stesso susciterà una nuova unità della sua Chiesa quando, strappato il velo di menzogna attuale, la persecuzione anti-cristiana terminerà con la sconfitta del nemico e dei suoi servitori, come profeticamente scrive Vladimir Solov’ev nel “Dialogo dell’anticristo”.

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    28 Luglio 2019 in 19:58
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    Le processioni di riparazione sono dovute perchè chi ama Gesù, Maria e la dottrina cattolica non può tacere. Che c’entra l’orgoglio omosessuale con le offese a Gesù, a Maria, ai cattolici? Il loro scopo è la lotta alla Chiesa e ai cattolici.

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