19° giorno di Quaresima. Quando Nostro Signore Gesù Cristo scacciò i mercanti fuori del tempio

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La Fede Quotidiana ospita il breve commento del giovane teologo Matteo Orlando* alle liturgie (Liturgia delle Ore e Liturgia della Parola) di oggi, 4 Marzo 2018.

La liturgia di questo 4 Marzo 2018, III Domenica di Quaresima (Anno B), ci ricorda quando Nostro Signore Gesù Cristo scacciò i mercanti fuori del tempio. Scrive san Giovanni: «Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: “Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!”. I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: “Lo zelo per la tua casa mi divorerà”. Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?”. Rispose loro Gesù: “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere”. Gli dissero allora i Giudei: “Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?”. Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù. Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo».

Come i mercati del tempio, a volte anche per noi la religione cattolica, l’unica che può dirsi voluta da Cristo, per via della successione apostolica e del primato Petrino, assume per noi un valore che ha poco a vedere con la gloria di Dio o la santità alla quale siamo chiamati. Per questo san Paolo, nella Seconda Lettura (1Cor 1,22-25) ci annuncia Cristo crocifisso, scandalo per gli uomini, ma, per coloro che sono chiamati, sapienza di Dio.

Il messaggio che la Chiesa ha predicato fin dall’inizio è quello di Gesù Cristo crocifisso e risorto. Tutte le funzioni della Quaresima tendono alla celebrazione del mistero pasquale. Che visione straordinaria dell’umanità vi si trova! Dio ha mandato suo Figlio perché il mondo fosse riconciliato con lui, per farci rinascere ad una nuova vita in lui.

In questo 4 Marzo la Chiesa ricorda i santi Casimiro, Paolino di Brescia, Fozio, Archelao, Quirino e diciassette compagni martiri, Basino di Treviri, Appiano di Comacchio, Pietro I Pappacarbone, Giovanni Antonio Farina e i beati Cristoforo Bales, Alessandro Blake, Nicola Horner, Giovanni Fausti, Daniele Dajani, Kolë Shllaku, Umberto III di Savoia, Zoltan Lajos Meszlenyi, Placida Viel, Ruperto di Ottobeuren, Miecislao Bohatkewicz, Ladislao Mackowiak, Stanislao Pyrtek, Elisabeth de Lamoignon, Marco Çuni.

*Matteo Orlando, laurea in Giurisprudenza e Licenza in Teologia Spirituale, è giornalista pubblicista e autore dei volumi Faithbook: La fede cattolica nel tempo dei conigli e Sotto attacco: La scure di revisionisti e censori sui beati e i santi.

 

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