Il vescovo De Rosa: “Per fare l’opinionista in tv bisogna essere gay o fare l’occhiolino alla mentalità gay”

OSPEDALE INAUGURAZIONE ARCIVESCOVO“Sulle unioni civili noi vescovi italiani, fatte eccezioni, non abbiamo combattuto come sarebbe stato opportuno e probabilmente abbiamo sottovalutato il problema.” Lo dice monsignor Michele De Rosa, vescovo della diocesi di Cerreto Sannita- Telese- Sant’ Agata dei Goti in Campania.

Eccellenza, il Governo Renzi sostiene di voler chiudere sulla Cirinnà entro  la fine di aprile o al massimo metà maggio, perchè?

“  Tutta questa fretta è dovuta alle scadenze elettorali imminenti e allora Renzi e parte della politica italiana vanno alla ricerca di voti e di consensi. Un mero interesse elettorale che guarda al particolare e non al bene comune”.

Ma Renzi si dice credente,  va anche alla messa…

“ Diciamo che è credente a modo suo. Come  si definiva  credente  il cattolico adulto Prodi, una definizione tutta da interpretare e ridicola. In realtà se uno si professa credente, lo è in ogni manifestazione della vita, scelte politiche incluse. Renzi ha tradito il suo essere credente e il rispetto della laicità non lo scusa,  non è un pretesto. Esiste la obiezione di coscienza”.

Le è piaciuto il Family Day?

“ Una grande e bella manifestazione di  popolo, una pagina da lodare. Se non ci fosse stato il Family Day oggi avremmo anche le adozioni, non lo dobbiamo dimenticare. Il professor Gandolfini da questo punto di vista è un benefattore e va ringraziato.  Preti e vescovi dovrebbero su questi temi alzare maggiormente la voce e assumersi le loro  responsabilità. Noi vescovi italiani sulle unioni civili  abbiamo dormito e ci siamo svegliati tardi, non abbiamo combattuto,  salve eccezioni. Probabilmente abbiamo sottovalutato il problema comprendendolo quando era tardi”.

Di che cosa o di chi è figlia la legge Cirinnà?

“ Di un clima  culturale paradossale e di lobby. Un clima nel quale si arriva a parlare di orgoglio gay. Orgoglio di che cosa? Non si sa. Questo stravagante modo di pensare perviene alla inaccettabile conclusione per la quale una situazione di oggettiva diversità rispetto alla natura, come quella gay, diventa norma. E al contrario chi rispetta la natura come gli  eterosessuali sembra fuori dal mondo e da mettere alla gogna. Si capovolgono i valori”.

E  l’omofobia?

“ Una bufala antidemocratica imposta da una minoranza che vuol fare tacere chi la pensa diversamente o chi va fuori del coro. Ci vuole massimo rispetto per l’omosessuale che non deve essere mai discriminato, ma non possiamo dire che siamo tutti uguali e che quello è un modello. Anzi è un controvalore, perché va contro la natura. Basta vedere la tv. Sembrano diventati tutti  di quella corrente, per fare l’opinionista in un programma occorre dichiararsi gay o fare l’occhiolino a tale mentalità”.

Qual è la famiglia  secondo lei?

“ Quella  naturale composta da uomo e donna aperti alla vita e basta. Le unioni omosessuali non sono paragonabili alla famiglia”.

Utero in affitto?

“ Una pratica disumana presa in affitto da altre civiltà come quella del Nord America, ammesso che civiltà sia”.

Bruno Volpe

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