Giuliva Di Berardino spiega quel gesto profetico di Maria di Betania che passerà alla storia

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.

Ecco l’audio

Ecco il testo

VANGELO DEL GIORNO: lunedì 15 Aprile 2019

Oggi è lunedì santo e la liturgia comincia a farci vivere le ultime giornate di Gesù e a farci percepire i sentimenti del Maestro e dei suoi amici. L’evangelista Giovanni ci racconta oggi l’episodio accaduto al Maestro e ai suoi discepoli proprio sei giorni prima di Pasqua. Un incontro straordinario, di profonda intimità che arriva a cogliere tutta la preziosità del dono della vita di Gesù offerta per noi sulla croce. Ci troviamo a Betania, di poco distante da Gerusalemme, a casa dei suoi amici: Lazzaro, Marta e Maria. In un clima di dolce amicizia, Maria compie un gesto profetico che passerà nella storia. Un gesto che segnerà Gesù e i suoi discepoli nell’intimità, un atto, quello dell’unzione dei piedi del Cristo, che per l’evangelista Giovanni, esprime con maggior visibilità la profonda comunione con il Signore, Maestro di amore e di carità. Emerge, infatti, secondo lo stile proprio di Giovanni, il contrasto che delinea i tratti di questo gesto tanto importante e solenne: da un lato la gratuità dell’amore mostra a tutti i presenti, dato che  Maria, di fatto,  non compie semplicemente un gesto di riconoscenza personale in un ambiente familiare, ma professa una verità universale, che Gesù è Re e Messia d’Israele, specificando che questa sua regalità appartiene anche a noi, quando nel servizio umile e nella tenerezza, espressa dall’elemento dell’olio profumato, amiamo quelli che in qualche modo vengono a contatto con noi. Questa unzione regale che Maria largamente e senza misura espande sul corpo di Cristo, ha un potere di attrazione eccezionale. E’ scritto,infatti, che l’aroma di quell’olio “riempie tutta la casa“. Non si tratta perciò, solo di un segno profetico della sepoltura del Cristo, ma di un gesto potentemente profetico che richiama, e meravigliosamente esprime, il sacerdozio di Cristo, che appartiene a tutti noi per il battesimo. Per sottolineare la portata enorme di questo gesto, il vangelo sottolinea che il profumo, simbolo della vita, del desiderio della vita e quindi dell’amore, è versato in quantità eccessiva producendo un “spreco” eccessivo: una libbra di profumo corrisponde a 330 grammi e il prezzo di trecento denari corrisponde allo stipendio di trecento giornate lavorative! Certamente è uno spreco per un gesto di semplice accoglienza che si faceva normalmente e che poteva essere fatto anche con un olio più economico. Ce lo fa capire Giuda, che, solo tra gli apostoli, riesce abilmente (ma forse oggi potremmo riuscirci sicuramente anche noi meglio di lui) a mascherare il suo disagio con la perversione. Al centro di questo Vangelo di oggi c’è dunque un gesto, non tante parole. Un gesto scomodo, ha messo a disagio Gesù e i suoi apostoli! E cosa succede? che un atto di puro amore verso diventa uno spreco inutile e contrario alla carità. Se ci pensiamo bene è proprio quello che succederà a Gesù: il suo amore non verrà capito, come non verrà mai capito nessun atto di puro amore, perché l’amore è sempre eccedenza, è sempre follia! E la folle tenerezza che oggi Maria di Betania compie nei confronti di un corpo che non vedrà mai la corruzione, è onore per quel corpo che tutti i cristiani sono per fede: il corpo di Gesù Risorto. Ed è per questo che Gesù non accoglie semplicemente questo gesto di tenerezza, ma esige che venga impresso nella memoria degli apostoli perché l’unzione di Betania sia simbolo dell’immortalità di cui tutti i cristiani sono eredi, simbolo ed immagine di tutti i credenti che donano unzione e profumo al mondo, ungendo il corpo sacerdotale di Gesù che continuamente, ancora oggi, compie il suo sacrificio d’amore per l’intera umanità. Allora oggi, in questo lunedì santo, cerchiamo di vivere ogni atto, ogni parola, ogni incontro coscienti di questa unzione che ci appartiene, sentendoci chiamati a onorare Dio nelle persone che incontriamo mentre siamo sul lavoro, o in casa. Viviamo santamente questa settimana “santa”, perché, come Maria di Betania, possiamo anche noi rendere onore al sacrificio del Maestro. Buon lunedì santo!

Gv 12, 1-11

 Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: «Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?». Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: «Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me». Intanto la gran folla di Giudei venne a sapere che Gesù si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù.

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici. E’ autrice di un blog dal titolo “Teologia e danza, Liturgia e vita” in cui condivide ogni giorno la meditazione del Vangelo nella rubrica “La Parola danza la vita”.

Per contattare la teologa Di Berardino scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

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