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“Denunciamo Weinstein” ma salviamo i maschi, salviamo la loro “possibilità di potere corteggiare, salviamo l’irruenza che a volte esiste nel rapporto tra i sessi. Un’irruenza che non deve mai essere violenza, ma impeto, trasporto, necessità. Nessuno deve essere costretto a fare quello che non vuole fare, ma tra violenza e corteggiamento c’è una bella differenza” (p. 60).

Basta questa citazione per sintetizzare i contenuti del nuovo libro di Aurelio Porfiri che porta come titolo la parola “Estinzione”, una serie di “Riflessioni a margine del caso Weinstein” (casa editrice Tabula Fati, 80 pagine, euro 8).

Il caso Weinstein, scrive nell’introduzione il noto giornalista e politico Mario Adinolfi, dovrebbe far riflettere sui rapporti “tra uomo e donna nel contesto epocale, il peso dell’onestà sul lavoro nella percezione di sé, il successo a tutti i costi come apice dell’autorealizzazione”.

Nei vari capitoletti, dai titoli intriganti (La doppia morale, Favole a Hollywood, Il vero obiettivo, La differenza, I massimi sistemi, Tutti dentro, L’intolleranza dei tolleranti, L’uomo maschio, La marea montante, Le molestie, In lode della donna)  Aurelio Porfiri mette in guardia dalla narrativa “che ci vorrebbero imporre” col caso Weinstein. Non giustificato l’operato del miliardario americano, anzi lo accusa in ogni capitolo, ma vuol fare riflettere anche “sulla presunta santità” di molte vittime.

Dietro alla pur grave e condannabile vicenda Weinstein Porfiri vede “un pretesto per la solita battaglia contro l’umano e, soprattutto in questa fase, contro l’uomo” e contro la “complementarietà tra uomo e donna”.

Porfiri conclude invitando a combattere le vere molestie e la violenza (e nel libro, pagine 73-74, racconta di due diversi tipi di tentativi di molestie che ha subito), ma anche a non estendere il termine molestia “a qualunque comportamento”, a non usare “i casi limite per giustificare i fallimenti di alcune carriere, le ambizioni più sfrenate, i piani marketing più spregiudicati”.

Questo libro affronta in modo irriverente una vicenda che ha fatto parlare tutti i mezzi di informazione del mondo. E cerca di dimostrare che in fondo nulla è come appare, che la donna sarebbe molto di più e molto meglio di come ci viene presentata dalla vulgata femminista…

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