Duro attacco di un sacerdote agli “utili idioti” che proteggono il Cammino Neocatecumenale

 

Con un durissimo attacco, pubblicato sull’ultimo articolo on line della Rivista Telematica “L’Isola di Patmos” (QUI L’APPROFONDIMENTO COMPLETO), il sacerdote-teologo Ariel S. Levi di Gualdo, attraverso un testo molto documentato (che è un anticipo del suo prossimo libro: La setta neocatecumenale – L’eresia si fece Kiko e venne ad abitare in mezzo a noi), si è scagliato contro il gruppo ecclesiale del Cammino Neocatecumenale di Kiko Argüello e contro quegli “utili idioti” che li proteggerebbero in Vaticano.

Secondo padre Ariel S. Levi di Gualdo, “la percezione della Santissima Eucaristia, infusa e trasmessa durante l’intero ciclo formativo ai seminaristi dei Seminari Redemptoris Mater, che provengono da famiglie neocatecumenali e che sono stati cresciuti ed educati in quel Cammino Neocatecumenale” non è in linea con l’insegnamento bimillenario della Chiesa perchè i  fondatori del Cammino Neocatecumenale, avrebbero trasmesso per decenni “una concezione deformata e deformante della Santa Messa, negando apertamente l’elemento sacrificale alla maniera della dottrina ereticale calvinista, de-strutturando tutti gli stessi fondamenti della dogmatica sacramentaria“.

Ancora, secondo il sacerdote-teologo, i Neocatecumenali, “incancreniti nelle loro eresie” avrebbero “ripetutamente dichiarato in errore vescovi, sacerdoti, teologi e fedeli laici ossequiosi al dogma e al depositum fidei, in quanto a loro dire ‘non ancora aperti e pronti al vero mistero della Pasqua’“.

Don Levi Di Gualdo ha spiegato che i sacerdoti usciti dai Seminari Redemptoris Mater, avrebbero nel loro animo “instillate e radicate” delle “eresie mai abiurate” che hanno ricevuto “prima dalla famiglia, poi dalle catechesi neocatecumenali, poi da un seminario neocatecumenale“, il tutto per celebrare “la cena” secondo tutti “i peggiori crismi ereticali infusi nel Movimento da Kiko Argüello e Carmen Hernández“.

Per il teologo, il concetto di «sacrificio eucaristico» sarebbe “bandito all’interno del Cammino Neocatecumenale, in quanto“, secondo i componenti della Fondazione, “la Santa Messa non è sacrificio, ma la rinnovazione della cena pasquale durante la quale i fratelli fanno festa attorno alla gioiosa mensa“.

Citando gli Orientamenti di Kiko Argüello e Carmen Hernández ai catechisti del Cammino Neocatecumenale, in uso a partire dall’anno 1972 e riediti nel 1988, in particolare la pag. 325, don Levi di Gualdo ha spiegato che Kiko e Carmen avrebbero fatto “catechesi di formazione ai propri mega-catechisti irridendo per decenni il concetto di transustanziazione eucaristica“, sino a chiamare “con ironico sprezzo «sacramentini» gli adoratori del Santissimo Sacramento” (Orientamenti, pag. 317].

Commentando una notizia pubblicata su L’Osservatore Romano del 29 luglio 2019 (la Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli ha ufficialmente istituito il Collegio Redemptoris Mater per l’evangelizzazione in Asia, con sede a Macao, affidandone la conduzione al Cammino neocatecumenale), don Levi Di Gualdo, dopo aver ricordato che l’attuale Prefetto della Congregazione de Propaganda Fide, il Cardinale Fernando Filoni, “prima di essere consacrato vescovo partecipò come sacerdote ai corsi di catechesi del Cammino Neocatecumenale“, come fece l’attuale Arcivescovo Giovanni Pietro Dal Toso, segretario aggiunto di Propaganda Fide e presidente delle Pontificie Opere Missionarie. Visto che il collegio è “stato istituito con decreto firmato dal cardinale Fernando Filoni, prefetto di Propaganda Fide, il 29 giugno scorso, dopo l’udienza con Papa Francesco“, il sacerdote teologo ha messo in rilievo un “inquietante” collegamento: “il nuovo seminario di Macao, non è uno dei semplici e tanti seminari Redemptoris Mater gestito dai neocatecumenali. Si tratta infatti di un seminario posto sotto la diretta giurisdizione della Congregazione de Propaganda Fide. O per meglio chiarire: non dipenderà dalla giurisdizione del vescovo diocesano né dalle direttive date dalla locale Conferenza Episcopale per la formazione dei sacerdoti; questo seminario dipenderà direttamente da un Dicastero della Santa Sede. A tal proposito, il Cardinale Fernando Filoni, nella sua intervista riportata da L’Osservatore Romano, illustra questa opera come un vero e proprio esperimento di «decentralizzazione» di Propaganda Fide“.

Questo seminario a Macao“, scrive di Gualdo, “è stato aperto sotto la diretta giurisdizione del competente Dicastero della Santa Sede, dopo che i neocatecumenali hanno ripetutamente fallito nel tentativo di dare l’arrembaggio alla piccola ma ricchissima Chiesa Cattolica del Giappone“. Adesso i neocatecumenali, “che nell’ambito della delicata cultura del Giappone si muovevano come elefanti ubriachi dentro una vetrina di cristalli” e “seguitarono imperterriti a creare divisioni e danni tra i fedeli”, adesso, a nove anni dall’ordine dalla Conferenza Episcopale del Giappone che li costrinse a “sospendere qualsiasi genere di loro attività in tutto il Paese“, potranno ritornare in Giappone e, come scrive il sacerdote il “laico Kiko Argüello” e i “suoi agguerriti settaristi altrettanto laici“, l’avranno vinta “a tutti i costi sull’episcopato giapponese“.

Quale sarà il prossimo passo, mirato a distruggere attraverso la neocatecumenalizzazione coatta le Chiese asiatiche, alcune delle quali, il loro profondo amore devoto a Roma, l’hanno pagato sovente anche a prezzo di persecuzioni e di sangue?“, si è chiesto Ariel di Gualdo. “Come si farà, per piegarle dall’alto alla setta del neocatecumenalesimo? Grazie all’amico “utile idiota” si imporranno forse seminari neocatecumenali aperti a raffica e dipendenti direttamente da Roma, visti gli esiti pregressi degli elefanti ubriachi a passeggio dentro le delicate cristallerie del Giappone, evitando ulteriori chiusure ed espulsioni decretate dai vescovi? In terre asiatiche di missione, si procederà forse ad erigere dei vicariati apostolici affidati ai laici neocatecumenali, i quali gestiranno vescovi neocatecumenali e preti neocatecumenali sfornati a loro servizio da questa multinazionale eretica, che può avvalersi della “fabbrica di preti” dei Seminari Redemptoris Mater, a loro concessa con discutibile prudenza dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II? Le scelte amministrative e pastorali del quale ― bene rammentarlo all’esercito sterminato di ignoranti ―, non rientrano né nell’esercizio del magistero infallibile né tanto meno costituiscono dogmi che richiedono, come tali, piena adesione di fede […] Se poi Giovanni Paolo II è stato canonizzato, come certi neocatecumenali gridano, quindi elevato agli onori degli altari, è bene ricordare che la Santa Chiesa non ha canonizzato ogni suo pensiero, decisione, scelta e sospiro; a partire dalla infelice concessione da lui fatta alla setta neocatecumentale di aprire il prototipo del loro primo seminario Redemptoris Matera Roma nel 1988“.

Concludendo il suo durissimo ragionamento teologico don Ariel Di Gualdo ha spiegato che bisogna riconoscere che Kiko Argüello “ha vinto la battaglia, non ha vinta la grande guerra. Perché la vittoria della grande guerra, è già stata ascritta a Cristo Signore […] se non si convertono per davvero, Kiko Argüello ed i suoi ‘utili idioti’, se non chiedono veramente perdono, per i danni immani che hanno recato e che seguitano a recare alla Chiesa, per loro, dopo la grande guerra vinta da Cristo Signore, sarà purtroppo pianto e stridore di denti. Cosa questa che gli autentici credenti temono animati da sacro timore di Dio, gli ‘utili idioti’, non so“.

ANGELICA LA ROSA

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