Don Alfredo Morselli: “Nessun rischio scisma: lo scisma c’è già da un pezzo”

“Rischio scisma? Lo scisma c’è gia da un pezzo”. Lo afferma in questa intervista che ci ha rilasciato il noto teologo e sacerdote bolognese don Alfredo Morselli, firmatario della Correctio Filialis al Papa, in merito alla intervista da poco rilasciata dal Cardinal Muller, Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede.

Don Morselli, in una intervista recente il card Muller ha parlato di rischio scisma nella chiesa, condivide?

“Non condivido il rischio di uno scisma, perché lo scisma c’è già, da un pezzo: ci sono due famiglie spirituali, non come ha dichiarato Müller tradizionalisti e progressisti, ma cattolici e modernisti. Non è possibile quella mediazione di cui Müller sembra farsi guida (di fatto agli uni e agli altri inviso, nonostante il Cardinale si immagini una parte che lo vuole come guida), perché in medio stat virtus, sed non veritas: la verità è quella che è, non il mezzo tra la verità e l’errore “.

In che cosa potrebbe concretizzarsi questo scisma e quali le emergenze?Che cosa spinge verso uno scisma?

“Si può paragonare uno scisma a un terremoto, causato dal movimento di due faglie della crosta terrestre: da una parte la pressione modernista che propone la religione naturale prodotta dal pensiero creatore della fede e della coscienza creatrice della morale (il pensiero umano al posto della Sapienza divina); dall’altra l’indefettibile fede della vera Chiesa, che rimane nel cuore dei semplici, che danno segni sempre maggiori di insofferenza al nuovo credo: i fedeli devoti all’Immacolata e che quindi sentono, mossi dal dono dell’Intelletto, puzza di eresia”.

Alcuni teologi e storici come Melloni sono insorti e hanno criticato Muller…

“Müller giustamente chiede che vengano date risposte a quei dubbi che la setta vuole seppellire senza risposta, e che quindi si oppone a chi contrasta il suo piano. Ma la verità immortale non è discesa nella tomba insieme ai Cardinali defunti: essa rimane nel cuore dei veri cattolici. Questi ultimi non possono certo riconoscersi in Müller,quando, nel saggio introduttivo a un recente libro di Rocco Buttiglione, fa propria la tesi del filosofo, riassumendola in queste parole «Ciò che è in questione è una situazione oggettiva di peccato che, a causa di circostanze attenuanti, soggettivamente non viene imputata»: il che equivale a dire che il peccato c’è, ma non lo fa nessuno”.

E’ una chiesa in confusione e piena di litigiosità?

“C’è confusione tra gli uomini di Chiesa: ricordo commosso l’intervento del Cardinale Ottaviani, che senza piangere per i torti subiti e lamentarsi della mafia curiale, presente allora come oggi, denunciò gli errori che si stavano diffondendo, a pochi mesi dalla chiusura del Concilio. È quello che hanno fatto i Cardinali dei dubia, quello che con diversi documenti hanno denunciato numerosi teologi, ma quello che – anche quando era prefetto e avrebbe dovuto – non ha fatto Müller: i suoi altalenanti interventi accrescono la confusione circa la quale lei mi ha posto la domanda”.

Lei ha parlato alcune volte di inferno della chiesa in che senso?

“Le tre parti del segreto di Fatima alludono a tre inferni: l’inferno dei singoli per i peccati personali, specialmente l’impurità; l’inferno delle nazioni, ovvero il comunismo e il relativismo diffusisi a partire dalla Russia e tuttora in piena sinistra fioritura, e l’inferno della Chiesa: quest’ultimo descritto come una grande persecuzione con tanto sangue sparso. Un particolare importante nella terza parte: il Papa viene colpito anche da frecce, che, nella Scrittura, sono anche l’arma dei traditori che colpiscono alle spalle. Questi che colpiscono a tradimento potrebbero rappresentare la setta modernista, che colpisce il Papato dall’interno. Potremmo immaginare la possibilità che “la carne e il sangue” di un Romano pontefice colpiscano la stessa istituzione del Papato? Dio non voglia che questo accada”.

Bruno Volpe

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  1. Domenico

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