Il vescovo Zambito: "Il no alla comunione ai mafiosi è moralismo, io non sono uno sbirro" | lafedequotidiana.it

Il vescovo Zambito: “Il no alla comunione ai mafiosi è moralismo, io non sono uno sbirro”

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“Preti antimafia? Spesso assumono posizioni  politicamente corrette. Anche Libera di don Ciotti può sbagliare. Non mi sento e non voglio essere sbirro.” Lo dice in questa intervista a La Fede Quotidiana Monsignor Ignazio Zambito vescovo di Patti , che a breve diverrà emerito per raggiunti limiti di età, togliendosi qualche sassolino dalle scarpe.

Eccellenza, a Locri sono apparse scritte offensive verso don Ciotti…

“ Un episodio grave, da censurare e condannare e a don Ciotti va la mia solidarietà. La mafia è un fenomeno esecrabile che nessuno può giustificare.  Chi commette atti e delitti di mafia, da solo si pone fuori della comunione ecclesiale. La mafia è  contraria al Vangelo. Fatta questa doverosa premessa però voglio andare oltre”.

Prego…

“  Non credo e tanto meno ho creduto al prete che svolge il ruolo dell’antimafia. Non fa parte del mio modello di sacerdote,  non mi sento sbirro e  non voglio esserlo. Il  prete è chiamato solo ad annunciare il Vangelo  a tutti, nessuno escluso, pertanto anche ai mafiosi. Dunque il prete non può essere contro, ma per la conversione. La Chiesa non deve lasciare solo neanche il mafioso . A volte nascono i professionisti dell’ antimafia anche tra noi  ministri di culto e mi domando: tutto bello, ma quando trovano il tempo di pregare tra una marcia e l’ altra o amministrare i sacramenti che è la missione principale?”.

Nella sua Sicilia il vescovo di Monreale ha deciso di non permettere ai condannati di mafia  di svolgere il ruolo di padrino o madrina in battesimi e cresime, che cosa ne pensa?

“ Capisco le rette intenzioni del vescovo e le apprezzo. Tuttavia, ricordo che il parroco o il vescovo non sono commissari di Pubblica Sicurezza. E allora: perché negare questo al mafioso e concederlo all usuraio o al calunniatore? Chi decide sulla gravità o sul foro interno del peccatore? La sentenza del giudice non basta. Io ritengo che al contrario sia meglio valutare caso per caso. Al mafioso io parlerei prima di prendere posizione,  cercando la sua sincera conversione. Gli chiederei : sei pentito, vuoi  cercare una vita diversa? Se rifiuta, è palese che  si mette fuori da solo e  dunque non è in grado di fare da padrino. Ma se ci sono segni di ravvedimento reali e concreti, per quale ragione respingerlo? Basta col moralismo a giorni alterni”.

 Preti antimafia, che cosa ne pensa?

“ E’ un modello lontano dal mio. Spesso assumono posizioni di potere che direttamente o  indirettamente recano vantaggi in termini di popolarità e  consenso. In quanto a don Ciotti: è venuto ultimamente nel territorio di questa diocesi, ma  non mi ha cercato o salutato. Io so che  è gentile e dunque  sono certo che questa sua dimenticanza non è frutto di arroganza, ma probabilmente ignora che Patti ha una diocesi ed un vescovo”.

Cosa pensa di Libera?

“ Prima parlavo dei vantaggi di consenso che derivano da alcune posizioni. Libera è una bella realtà che va apprezzata . Fa cose buone. Ma è anche una struttura vasta ed articolata e pertanto don Ciotti che è persona onesta ,non può avere il controllo di tutto e tutti. Penso che anche dentro Libera sia possibile sbagliare e  non è tabù criticare questa struttura.  Mi pare che  qualche tempo fa anche qualche magistrato lo abbia fatto a torto o ragione. Faccio un paragone. La diocesi di Patti è grande e il vescovo per forza di cose non può sapere tutto di tutti e di chi non svolge e che fanno i collaboratori nel bene e nel male”

Bruno Volpe

Un pensiero riguardo “Il vescovo Zambito: “Il no alla comunione ai mafiosi è moralismo, io non sono uno sbirro”

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    29 Marzo 2017 in 15:17
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    Che certuni si fossero fatti zerbini di criminali lo avevamo capito già da tempo….

    ‘La diocesi di Patti è grande e il vescovo per forza di cose non può sapere tutto di tutti e di chi non svolge e che fanno i collaboratori nel bene e nel male…’

    E’ troppo per un pastore mettere all’indice i vantaggi economici che derivano dalle posizioni del CRIMINE ORGANIZZATO? e questo a danno di tutti! Adesso sappiamo pubblicamente tra oppressori ed oppressi da che parte ella stà! Il mafioso che io sappia non stà dalla parte dei deboli,e non facciamo la storia del brigantaggio perchè che lei lo si sappia o no oggi esistono delle multinazionali del crimine organizzato italiano! Le ricordo alcune parole di un Santo recente (Giovanni Paolo II):

    https://www.youtube.com/watch?v=xJglblBLxHE

    e anche di due Papi (Benedetto XVI e Francesco):

    http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_03/papa-palermo-visita-fedeli_dd60084a-cec4-11df-92c2-00144f02aabe.shtml

    https://www.avvenire.it/papa/pagine/papa-francesco-la-mafia-si-oppone-alla-fede-al-vangelo-va-combattuta

    Domando,a cosa serve un pastore che non ha il coraggio di difendere il prorpio gregge se non ad essere deriso e sbeffeggiato dai suoi nemici?! (che sono anche nemici di Cristo). Fosse stato per me avrei abolito gìà da tempo la figura del vescovo e del cardinale emerito,(troppe parole dette in libertà che scandalizzano e offendono Cristo stesso!)

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