Vescovi boliviani: «Quello che succede in Bolivia non è un colpo di stato»

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Dopo le dimissioni di Evo Morales e i diversi atti di violenza registrati in Bolivia, i vescovi della Conferenza episcopale (CEB), i rappresentanti della Comunità dei cittadini, i comitati civici del paese e CONADE, si sono incontrati per affrontare la situazione senza precedenti che attraversa la nazione.

Questo è il testo del comunicato pubblicato sul sito web dell’agenzia d’informazione del Commissione Episcopale della Bolivia

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Los Obispos de la Conferencia Episcopal Boliviana, representantes de Comunidad Ciudadana, de los comités cívicos del país y del CONADE, reunidos en un diálogo constructivo sobre la inédita situación que se ha creado en el país, declaramos:

Lo que sucede en Bolivia no es un golpe de estado, lo decimos ante los ciudadanos bolivianos y ante toda la comunidad internacional.
Llamamos a los bolivianos a la paz y no cometer actos vandálicos, ni de revancha, ni nada de lo que podamos arrepentirnos. Tenemos todos una grave obligación de defender la vida de todos los bolivianos. En nombre de Dios les decimos: cesen las acciones de violencia y preservemos la vida y la paz. Mantengamos el espíritu pacífico que ha reinado en el pueblo en este tiempo.
Llamamos a la Policía Nacional y a las Fuerzas Armadas de la nación a cumplir con urgencia con su rol constitucional de defensa de la propiedad y de las personas, preservando la vida y la libertad de todos.
Estamos de acuerdo todos en proponer a la Asamblea Nacional de Bolivia una solución constitucional y pacífica para tener en breve un presidente constitucional con el encargo de formar un nuevo tribunal electoral y conducirnos a nuevas elecciones de forma que todo el pueblo pueda expresar su opinión en libertad y paz.
Dios nos proteja en este momento y nos inspire sentimientos de paz y fraternidad.

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Questa una nostra traduzione

I vescovi della Conferenza episcopale boliviana, i rappresentanti della comunità dei cittadini, i comitati civici del paese e CONADE, si sono riuniti in un dialogo costruttivo sulla situazione senza precedenti che è stata creata nel paese.

Dichiariamo:

Ciò che accade in Bolivia non è un colpo di stato, lo diciamo ai cittadini boliviani e all’intera comunità internazionale. Invitiamo i boliviani alla pace e non a commettere atti di vandalismo, vendetta o qualsiasi cosa di cui possiamo pentirci.

Tutti abbiamo un serio obbligo di difendere la vita di tutti i boliviani. Nel nome di Dio vi diciamo: fermare le azioni di violenza e preservate la vita e la pace. Manteniamo lo spirito pacifico che ha regnato fino a questo momento.

Chiediamo alla polizia nazionale e alle forze armate della nazione di adempiere con urgenza al loro ruolo costituzionale di difesa di proprietà e persone, preservando la vita e la libertà di tutti.

Siamo tutti d’accordo nel proporre all’Assemblea nazionale della Bolivia una soluzione costituzionale e pacifica per avere un presidente costituzionale a breve con il compito di formare un nuovo tribunale elettorale e portarci a nuove elezioni in modo che tutte le persone possano esprimere la propria opinione in libertà e pace.

Dio ci protegge in questo momento e ci ispira sentimenti di pace e fraternità.

La Paz, 10 novembre 2019

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