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Il Vangelo di Lunedì 26 giugno 2023
Dal vangelo secondo Matteo 7,1-5

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello». 

COMMENTO DI DON RUGGERO GORLETTI

Il problema principale non è non togliere la pagliuzza dall’occhio del fratello, quasi che il Signore dicesse: «fatti gli affari tuoi che campi cent’anni!». Infatti alla fine del brano si dice che la pagliuzza dall’occhio del fratello potrà essere tolta. Il problema vero è non accorgersi della trave che è nel nostro occhio.

A questo proposito oggi si sente spesso dire che si è perso il senso del peccato. In parte è vero. Ma è ancora più vero che si è perso il senso del nostro peccato. Infatti il peccato degli altri lo vediamo bene, molto meglio del nostro. Quello che ci raccomanda il Signore è cercare di togliere la trave dal nostro occhio. Capire che abbiamo fatto il male, e cercare di liberarcene. Non accettare di vivere lontani dal Signore, di vivere nel peccato. Cercare, con il suo aiuto, di rimanere in grazia di Dio. Allora tutto nella nostra vita sarà più chiaro e più semplice. E solo allora potremo anche essere d’aiuto agli altri.

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