Pillon (Lega): “A quarant’anni dalla legge sull'aborto donne sempre più sole” | lafedequotidiana.it

Pillon (Lega): “A quarant’anni dalla legge sull’aborto donne sempre più sole”

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“A quarant’anni esatti dalla promulgazione della Legge sull’ aborto possiamo dire che la norma ha completamente fallito i suoi obiettivi” commenta il Senatore Simone Pillon, a margine della conferenza stampa tenutasi questa mattina alla Camera dei Deputati con l’On. Alessandro Pagano e altri parlamentari, su richiesta di ProVita Onlus e del Movimento per la Vita.

“Le donne sono sempre più sole, gli aborti farmacologici si moltiplicano e il numero dei bambini non nati ha ormai toccato la cifra di sei milioni”, continua il Senatore del Carroccio.

Per questo crediamo sia giunto il momento di una nuova grande alleanza per la vita che, superando le barriere ideologiche, offra ad ogni donna una seria alternativa all’interruzione della gravidanza.

“È inaccettabile che in una società evoluta dove giustamente si fanno leggi e si promuovono interventi per prevenire le morti sul lavoro, non si possa fare altrettanto per prevenire le morti per aborto”, conclude il parlamentare leghista che ha anche annunciato la presentazione di un progetto di legge sull’obiezione di coscienza per i farmacisti.

Stamane, 22 Maggio, alle ore 10:0,0 presso la Sala Stampa di Montecitorio si è tenuta una conferenza stampa su: “La legge sull’aborto in Italia a 40 anni dalla sua introduzione. Bilancio e valutazioni” con l’On. Alessandro Pagano, la Prof.ssa Marina Casini, il Prof. Filippo Vari, l’On. Eugenia Roccella, l’On. Carlo Fidanza, l’On. Antonio Palmieri, l’On. Elena Murelli, l’On Paola Binetti, l’On. Domenico Menorello, la Dott. ssa Francesca Romana Poleggi, l’On. Giorgia Latini e il Senatore Simone Pillon.

Intanto da ieri, lunedì 21 maggio, l’Italia è coperta da messaggi portati da camion vela che ricorderanno in 100 Province una verità scomoda: con l’aborto muore sempre almeno un essere umano (il figlio non voluto di una mamma).

I camion vela e i manifesti di ProVita lanciano messaggi diversi.

Da “Non sono un fatto politico, non sono un’invenzione della Chiesa. Sono un bambino, guardami”, a quelli già presenti nei maxi manifesti affissi in molte città italiane, come risposta all’assurda censura del sindaco di Roma, Virginia Raggi: “Tu eri così a 11 settimane. Tutti i tuoi organi erano presenti. Il tuo cuore batteva già dalla terza settimana dopo il concepimento. Già ti succhiavi il pollice. E ora sei qui perché la tua mamma non ha abortito”.

Ci sono cartelloni con l’immagine di un bambino, non di un grumo di cellule. Immagini forti, solo perché ritraggono la realtà, ignorata o falsificata: un essere umano è già formato a nemmeno tre mesi di vita”.

E per chi vuole dimenticare le alternative possibili all’ aborto, altri camion vela e manifesti ricordano: “Mamma, non ti pentirai di avermi avuto…E se proprio non puoi tenermi con te, dammi in adozione, fammi vivere!”.

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