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Monsignor Carlo Maria Viganò, il Papa, l’ala progressista e quella conservatrice…

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Nel mese di giugno scorso è stato rivelato che il cardinale Theodore McCarrick aveva abusato di un seminarista minorenne e di più adulti. Questo, in attesa dei risultati di un processo canonico, ha portato Papa Francesco a rimuovere McCarrick dal cardinalato e ad altre conseguenze accessorie (gli è stato proibito a di lasciare il seminario dove risiedeva e di celebrare la messa in pubblico).

Due giorni fa, l’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti monsignor Carlo Maria Viganò, pubblicando 11 pagine  che hanno svelato gli intrighi del cosiddetto “scandalo McCarrick”, ha reso noto al mondo una serie di avvertimenti al Vaticano riguardanti il ​​cardinale Theodore McCarrick che sono stati inascoltati.

Mariolina Iossa, sull’edizione romana del Corriere della Sera ha riferito, tra virgolette, non citando la fonte, che monsignor Carlo Maria Viganò è soprannominato lo “sterminatore di papi”, scrivendo di “ostilità fortissima tra Viganò e Bergoglio come c’era tra Viganò e Ratzinger”, per poi lanciare l’indimostrabile accusa, che guarda caso va a cadere sempre nel campo cattolico più tradizionale (in realtà quello più legato alla liturgia e alla preghiera, piuttosto che agli intrighi di palazzo) di un Viganò rappresentante di un’ala “più conservatrice della Chiesa cattolica che, si dice, sta preparando il dopo Francesco, il terreno adatto a favorire la nomina di un Papa molto più tradizionalista”. Anche in quest’ultimo caso, senza l’indicazione di una fonte, le affermazioni di Viganò vengono relegate ad una lotta tra conservatori e progressisti all’interno delle gerarchie ecclesiastiche romane.

Lo stesso ha fatto Andrea Tornielli de La Stampa, secondo il quale il testo “ripropone, circostanziando le voci e informazioni già circolate almeno negli ultimi due mesi nella galassia mediatica antipapale e tradizionalista americana ed europea, cercando di attribuire ogni responsabilità sulle spalle dell’attuale Pontefice”.

In realtà la vicenda è molto più complessa e datata nel tempo. McCarrick era stato vescovo della diocesi di Metuchen dal 1981 al 1986 e arcivescovo della diocesi di Newark dal 1986 al 2001. Durante il suo episcopato sono emersi, in entrambe le sedi vescovili, casi di abusi sessuali e, tra il 2005 e il 2007 sono stati riscontrati strani giri di soldi versati a due sacerdoti che avevano accusato McCarrick di abusi.

Sembra che alti funzionari cattolici conoscessero davvero le azioni del Cardinale McCarrick. Per citare solo un esempio, il New York Times ha rivelato che nel 1994 un prete scrisse una lettera al vescovo Edward T. Hughes , il successore di McCarrick come vescovo di Metuchen, affermando che McCarrick lo aveva toccato in modo inappropriato. Questa fu la prima occasione conosciuta in cui un prete si lamentò con un superiore.

I documenti mostrano anche che almeno un prete, David Ramsey, aveva avvertito il nunzio papale Montalvo Higuera di non fare nominare McCarrick arcivescovo di Washington nel 2000.

Ramsey dice di aver provato a parlare con il cardinale Edward Egan di New York sulla storia di McCarrick, ma che Egan “non voleva sentirlo”. Ha anche scritto una lettera al cardinale Seán Patrick O’Malley di Boston nel 2015, chiedendo di investigare ma l’Arcidiocesi di Boston, pur avendo ammesso di avere ricevuto la lettera, non ha fatto nulla.

Adesso l’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha scritto che Montalvo, allora nunzio negli Stati Uniti, aveva informato il Vaticano nel 2000 del “comportamento gravemente immorale di McCarrick con seminaristi e sacerdoti”. Successivamente, Pietro Sambi (nunzio dal 2005 al 2011) aveva nuovamente informato il Vaticano. Tuttavia, nulla è stato fatto per fermare McCarrick.

Anche Viganò, nel 2008 scrisse in Vaticano e, il coraggioso Papa Benedetto XVI pose delle severe restrizioni ai movimenti e al ministero pubblico di McCarrick, non permettendogli di viaggiare oltre i confini del seminario in cui viveva e non permettendogli di celebrare la messa in pubblico.

Tuttavia, secondo Viganò, Papa Francesco in seguito ha rimosso queste sanzioni, facendo di McCarrick “il suo fidato consigliere”, anche se Papa Francesco “sapeva almeno dal 23 giugno 2013 che McCarrick era un predatore seriale”. Viganò ha anche affermato che McCarrick “ha orchestrato” le nomine di Blase Cupich come arcivescovo di Chicago e Joseph Tobin come arcivescovo di Newark.

Alla richiesta di rispondere alle accuse di Viganò, papa Francesco ha risposto invitando a “leggere attentamente la dichiarazione, e farsene un giudizio”, aggiungendo: “non dirò una sola parola su questo … Credo che la dichiarazione parli da sola”.

 

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