Mons. Bux: "Greta? Un totem messo su da poteri mondialisti" | lafedequotidiana.it

Mons. Bux: “Greta? Un totem messo su da poteri mondialisti”

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“Greta? Un totem messo su da poteri mondialisti”. Ne è convinto e lo dice in questa lunga intervista il noto teologo e liturgista barese don Nicola Bux,  accreditato consigliere del Papa Emerito.

Don Nicola Bux, il cardinal Turkson di recente in un discorso ha elogiato Greta a sua volta, però, ” bastonata” dal vescovo di Cracovia in Polonia. Che cosa ne pensa?

“Si è smarrito il giudizio e pure la fede, che è poi la capacità di vagliare tutto e trattenere ciò che vale, dice l’Apostolo. Mi sovvengono le parole di Cristo: “E’ per un giudizio che sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano, e quelli che vedono diventino ciechi” (Gv 9,39). Ci vuol poco a capire che quella povera ragazzina è un totem messo su dai poteri mondialisti, al fine di omologare quanto più possibile le menti. E’ l’emblema della nuova religione ecologista. Alla base di questa, come di altre ideologie, c’è la convinzione che è impossibile conoscere verità assolute, quindi ogni religione è relativamente vera, per cui nessuna è oggettivamente preferibile alle altre. Segue che l’attività missionaria non solo è superflua – potendo tutte condurre alla salvezza – ma anche offensiva della coscienza umana, lesiva della libertà a cui ogni persona ha diritto”

Secondo Mons. Bux si deve ritenere che ormai anche la Chiesa sia in preda ad una ossessione ambientalista?

“San Paolo dice a Timoteo: “Ricordati che Gesù Cristo è risorto dai morti…per il quale soffro fino a portare le catene come un malfattore.”Gli uomini di Chiesa odierni non sono disposti a essere considerati oppositori del mondo, vogliono compiacerlo nelle mode che di volta in volta produce per ingannare l’umanità. Prosegue l’Apostolo: “Ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna.”(2 Tm 2,8-13) Per fortuna, ci sono appunto quelli scelti, eletti, non conformisti, non ossessionati dal modus odiernus (= modernismo), i quali sanno che ogni novità viene da Lui. Sant’Ireneo, il primo teologo, afferma: Cristo ha portato ogni novità, portando se stesso. Dunque, a Lui bisogna guardare per convertirsi. Invece si vuol tornare a Babele, quando pensavano di arrivare al cielo con mezzi umani.E’ evidente il tradimento di Cristo: invece di richiedere la conversione a Lui, si chiede quella…ecologica. Invece di fare missione al popolo, affinché trovi la fede e la vita diventi morale, si spreca tempo e soldi dietro inutili kermesse sulla pace, che non verrà mai all’interno dell’uomo come all’esterno, se non sarà annunciato il Vangelo. Il Natale da poco celebrato, invece, ricorda ogni anno che Dio e non l’uomo, ha preso l’iniziativa ed è sceso sulla terra per abitare tra noi ” 

Qual è l’idea di Mons. Bux sul cosiddetto peccato ecologico. Lo ritiene ammissibile?

“Il peccato è una parola, un atto o un desiderio contrari alla Legge eterna, dice sant’Agostino. Il peccato è un’offesa fatta a Dio, disobbedendo alla sua legge. Nella misura in cui l’uomo non custodisce la terra che gli è stata affidata, pecca: ma questo è già nel Decalogo.Però, si badi, non abbiamo una città, una casa o ambiente(in greco oikia)stabile  in questo mondo (cfrEb 13,14). Quando si cambia il Catechismo, ci si taglia l’erba sotto i piedi, perché nessuno prenderà per vero quello che oggi la Chiesa insegna, sapendo che domani cambierà. Siamo dinanzi a un assorbimento della cultura ispirata all’umanesimo ateo, che idolatra natura e ragione. I maggiori responsabili di questo sono teologi, esegeti,liturgisti, titolari di cattedre universitarie pontificie, case editrici sedicenti cattoliche, che confondono quanti sono sprovveduti.Siamoappunto, davanti al modernismo,la peggiore delle eresie, che le riassume tutte per la radicalità, l’estensione e la persistenza del suo rifiuto del Cristianesimo”.

 Nuova traduzione del messale: qual è il pensiero di monsignor Bux sulla rugiada?

“Da parte di esperti è stato spiegato che ‘rugiada’ traduce ‘rore’(ablativo) nel testo latino, pertanto, invece di effusione dello Spirito Santo, si parlerà di rugiada, quale effetto dello Spirito. Certo, la rugiada è uno dei simboli dello Spirito Santo, come fuoco, vento ecc.(cfr Catechismo della Chiesa Cattolica art.da 694 a 701); scende silenziosa sulla terra e la irrora, producendo l’effetto della rigenerazione, del rinnovamento. Ciò detto, resta la questione circa l’opportunità e utilità di tali cambiamenti. Purtroppo,se una commissione di esperti non fa almeno questo, si sente inutile.

Tuttavia, che senso ha discutere sulle variazioni indotte nella prossima edizione italiana del messale romano, se da non pochi sacerdoti spesso e volentieri i testi vengono mutati a piacimento in corso d’opera, ovvero mentre si celebra la messa? E’ noto anche che ci sono liturgisti i quali affermano che Il messale è un canovaccio, ha valore facoltativo e di orientamento: lo insegnano nelle Facoltà teologiche. Non importa poi se i mutamenti indotti sono approssimativi o addirittura erronei. E allora? Sembra che i fedeli si vadano adattando all’errore, talmente da assorbirlo e assimilarlo, per cui pochi oggi sono in gradodi avvertirne il contrasto con la verità. E’ difficile credere ancora nella reale presenza eucaristica, quando ministri ordinari e straordinari espongono il sacramento a profanazioni e sacrilegi, relegano il Santissimo in un angolo della Chiesa, aboliscono genuflessioni, irridono ogni manifestazione di fede”.

Monsignor Bux, l’ecologismo è assimilabile al nuovo paganesimo o alla insidia di un nuovo regime mondiale subdolo?

“Vuol dire porre l’uomo al centro, escludendo la divinità di Cristo e la necessità della sua opera redentrice: ciò sta avvenendo senza che preti e fedeli se ne accorgano. E’ la secolarizzazione riflessa in una cristologia neo-ariana, che a sua volta porta alla perdita d’identità del prete, alla soppressione del celibato, alla svalutazione dell’ascesi, all’esaltazione del laicato, all’esclusivo o prevalente impegno nel sociale…. Una tempesta che si avverte particolarmente negli Istituti di scienze religiose dove laici sprovveduti assorbono il veleno di una pseudo teologia libera da ogni giudizio del Magistero, mentre si rivela preoccupatissima di adeguarsi alle correnti del protestantesimo liberale. Giovanni Paolo II osservava: “si sono propagate vere e proprie eresie in campo dogmatico e morale, creando dubbi, confusioni e ribellioni”(Discorso del 6.2.1981).Tanti uomini di Chiesa sono responsabili del sovvertimento dell’esegesi biblica, della teologia dogmatica, delle celebrazioni liturgiche, della legislazione canonica, dei principi etici, dei criteri della pastorale… Tutto questo è causato appunto dagli uomini di Chiesa, veri anticristi che “sono usciti da noi ma non erano dei nostri”(1 Gv 2,19). Il disorientamento dei fedeli è universale, quando essi odono dai pastori discorsi e ricevono consigli, assistono a certi loro riti, notano un loro modo di acconciarsi ed un contegno talmente strano e indecoroso da far sospettare che il Cristianesimo sia un’enorme impostura. Allora è grande la tentazione di non fidarsi di vescovi e parroci che, privi di cultura e disinformati, superficiali e indolenti, abbandonano il popolo a se stesso, affidandolo a gruppi ereticali, a movimenti di preghiera acefali o condotti da veggenti discutibili, a teologi improvvisati e parolai, a catechisti semi-analfabeti e presuntuosi…Questi falsi cattolici sono i migliori alleati dei nemici della Chiesa”

 Come vede la Chiesa in Italia Mons. Bux?

“I pastori, e per contagio i fedeli – i pochi che ancora frequentano le chiese – sono inondati dai luoghi comuni. Mi spiego con l’intervista rilasciata dal salesiano don Rossano Sala, alla rivista del Seminario regionale di Molfetta. Egli se la prende coi problemi di fragilità della Chiesa. Domando: ma questa non “è senza macchia,né ruga o alcunchè di simile, splendente di bellezza”? (Ef 5,27). Attribuire alla Chiesa delle colpe è lo stesso che attribuirle a Cristo. Semmai i peccati sono degli uomini di Chiesa. Poi, egli afferma che “la sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio”. Ci vuole coraggio ad interpretare così la volontà di Dio! Sapevamo che Dio si aspetta dalla Chiesa che metta in esecuzione il comando di suo Figlio: “Andate in tutto il mondo e annunciate il Vangelo ad ogni creatura”: questa sarebbe la vera‘sinodalità’ – cioè il cammino insieme – e la Chiesa l’ha sempre fatto. Poi,Sala ritiene chei pericoli siano il clericalismo e il centralismo. Che vuol dire? Il clero in Europa è in caduta libera, i preti cioè sono sempre di meno; quanto al centralismo, c’è una tale dispersione che si è perduto il centro…Insomma, l’analisi è astratta. Ancora, una frase eclatante: “l’ascolto dello Spirito è la radice dell’ascolto della storia”: sembra di udire Hegel! E poi il compiacimento: “Dopo secoli in cui noi europei siamo stati ‘registi’ della Chiesa e della società, oggi siamo diventati semplicemente ‘attori’ fra gli altri…Non è però la fine del mondo, ma la fine di un mondo”. A cosa si riferisca, è tutto da capire. Un’altra chicca: “La donna è un soggetto originariamente orientato alla comunione.” Sapevamo che lo è in rapporto all’uomo: è stata creata per questo. Che vengano poi definite “grandi maestre della sinodalità”: vien da osservare: conosce don Sala un monastero femminile? E poi i luoghi comuni: “il tempo è superiore allo spazio”: frase ripetuta a iosa, senza che alcuno sappia che vuol dire.“Cercare ciò che unisce piuttosto che quello che divide”: ergo, togliamo di mezzo Gesù Cristo, perché ha detto di essere venuto a portare la divisione? Poveri noi! Con gli anni che passano, i pastori dovrebbero percepire la caducità della cronaca rispetto alla stabilità del trascendente: passano gli eventi della politica, le catastrofi naturali, le contingenze sociali, le tragedie e i successi; su tutto, l’oblio stende il suo fitto velo. Resta soltanto ciò che va oltre il sensibile e lo storicamente accertabile: il dialogo con Dio, nella persona divina e umana di suo Figlio Gesù Cristo. Il suo Nome è luce dell’anima, porta della vita, fondamento della salvezza eterna. Auspico che questo sia l’orizzonte entro cui possa essere scelto il nuovo Vescovo di Bari: che rivesta la stola sacerdotale, non quella arcobaleno”  

 Maria è definibile Corredentrice? 

“Definire vuol dire determinare chiaramente con parole le qualità essenziali di qualcosa. Quest’azione, il Magistero della Chiesa la svolge quando è certa che una verità di fede sia contenuta nella Rivelazione e pertanto vada affermata come verità assoluta e proposta a credere ai fedeli.Il processo per arrivare a tale atto – che si chiama definizione dogmatica, ovvero verità indiscutibile – può durare secoli, come è avvenuto per l’Immacolata Concezione e l’Assunzione in anima e corpo. E’ infatti necessario che la Chiesa prenda coscienza di tale verità, e questo passa anche attraverso il dibattito, come avvenne tra immacolatisti e non, tra immortalisti e non, prima delle rispettive dichiarazioni. Non deve meravigliare quindi, che anche circa la ‘corredenzione’ di Maria, il dibattito sia ancora aperto. Si può dunque, dare a Maria il titolo di corredentrice, ma in assenza di definizione dogmatica, nessun fedele è obbligato a darlo. Per questo i pastori devono essere prudenti nel parlare, cosa oggi rara. Resta fermo che il posto di Maria nel piano di salvezza è indicato sinteticamente da san Paolo in Gal 4,4-6, è stato costantemente affermato dai pontefici e riassunto dalla costituzione dommatica Lumen Gentium n. 52 e dall’intero capitolo VIII. Cristo e Maria sono indissolubilmente congiunti nell’evento dell’incarnazione. Maria poi, ha serbato fedelmente la sua unione col Figlio fino alla Croce (LG 58). L’obbedienza della fede di Maria, dimostrata in specie sotto la croce, fa da contrappeso alla disobbedienza di Eva(cfr Giovanni Paolo II, EnciclicaRedemptoris Mater 19). Le parole di Cristo, rivolte a Lei dalla Croce: “Donna ecco tuo figlio”, significano che la maternità della Genitrice di Dio continua nella Chiesa e mediante la Chiesa, simboleggiata e rappresentata da Giovanni. Chi ama Maria, perciò, deve amare la Chiesa, il cui magistero è vivo, cioè si sviluppa in modo organico, simile all’organismo umano.E’ ai piedi della Croce che inizia quello speciale affidamento dell’uomo alla Madre di Cristo, che ne fa la cooperatrice della redenzione,in modo subordinato, alla mediazione unica e universale di Gesù Cristo. Come osserva Charles Peguy, il Figlio ha preso tutti i peccati del mondo, ma la Madre tutti i dolori”

Bruno Volpe

Michele M. Ippolito

Michele M. Ippolito

Direttore di LaFedeQuotidiana.it

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