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«A questo fine pertanto altissimo e prestantissimo di testificare e difendere la verita, almeno ne’ suoi piu sostanziali principii, io intendo volgere ogni mia cura nel prendere che fo a trattare il difficile tema delle relazioni tra la Chiesa e lo Stato. Il che nei tempi, che corrono, non che vantaggioso, e anzi di assoluta necessita. Imperocche e incredibile a dire quante rovine l’odierna corruzione abbia recate in questa parte fondamentale della convivenza sociale».

«La miscredenza politica, insignoritasi, dove piu dove meno, di tutti gli Stati d’ Europa, si sforza assiduamente a rimuovere ogni influenza religiosa dal civile consorzio, e spogliare d’ ogni suo più sacro diritto la Chiesa».

Queste parole sono tratte dalla presentazione che il gesuita teologo, filosofo e scrittore Matteo Liberatore fece nel 1872 al suo volume: La Chiesa e lo Stato, scritto praticamente all’indomani dell’esproprio da parte dei piemontesi dei territori della Chiesa, inglobati nel nuovo Stato unitario, che assunse immediatamente le caratteristiche di Stato laico, o per meglio dire, laicista, assecondando le teorie del liberalismo allora in voga.

Ebbene, al di là del linguaggio prettamente ottocentesco il volume espone concetti che oltre ad essere propri della Dottrina sociale della Chiesa e quindi facenti parte del Magistero universale e perenne, sono di una stringente attualità. Ormai infatti ci siamo rassegnati ad uno Stato liberale divenuto onnipotente e quasi tirannico ma il tema del rapporto tra questo, la Chiesa e dunque la fede restano assolutamente attuali e largamente irrisolti

Rassegna Stampa offre ai suoi lettori il volume da leggere e scaricare a testimonianza della verità storica e con l’auspicio di riaccendere la riflessione e l’interesse sulla questione

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