Il vescovo di Sanremo: “Non mi è piaciuta la pubblicità alle unioni civili durante il festival”

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antonio_suettaIl Vescovo della diocesi Ventimiglia – Sanremo, monsignor Antonio Suetta “boccia” il festival della canzone italiana “gay friendly: ” Non ho apprezzato affatto la pubblicità alle unioni civili, la ho trovata una cosa molto inopportuna. Per prima cosa quella è una gara canora e dunque non va strumentalizzata con tipi di messaggi che vanno fuori tema. Poi argomenti tanto delicati e sensibili non si trattano tra le canzoni e in modo tanto banale e a colpi di “mi piace”. Si è trattata di una dimostrazione del pensiero unico dominante”.

Eccellenza, che dire della Cirinnà?

” Non mi piace . La trovo sommamente ingiusta nella sostanza, ma anche foriera di conseguenze destabilizzanti nella società”.

Per quale ragione?

” La prima cosa che non condivido è l’ equiparazione delle unioni civili omosessuali al matrimonio e alla famiglia naturale. Bisogna aver chiaro in mente, da cristiani, che Dio ci ha creati maschio e femmina e non esistono altri generi. La famiglia, pertanto, si basa sulla unione oblativa e votata alla fecondità tra un uomo e  una donna. Due uomini tra di loro o due donne non possono  procreare, lo dice la natura prima ancora della Scrittura”.

E i diritti dei gay?

” Non possiamo andare contro la Costituzione ammettendo un simil matrimonio. Agli omosessuali sicuramente occorre garantire i diritti individuali e nessuno lo mette in dubbio, ma da questo a paragonare la famiglia naturale alle unioni omosessuali ce ne corre”.

Che altro non la convince?

” L’ adozione dei bambini da parte di coppie dello stesso sesso. Una cosa che apre la porta alla pratica della maternità surrogata. Il figlio è un desiderio legittimo, mai un diritto o un capriccio e non si compra, non siamo al mercato”.

Cosa pensa del Family Day?

“Una grande e  bella manifestazione. Il cristiano non deve  aver timore di testimoniare pubblicamente la sue idee, non deve vergognarsi e il disimpegno non ci porta da nessuna parte, i cristiani hanno il diritto e dico anche il dovere di immischiarsi nella politica specie se questa va contro i valori del Vangelo, la neutralità non ci appartiene”.

Lei è vescovo della diocesi di Ventimiglia- San Remo. Cosa ne pensa dei nastrini arcobaleno indossati da molti cantanti?

“Non ho apprezzato affatto la pubblicità alle unioni civili, la ho trovata una cosa molto inopportuna. Per prima cosa quella è una gara canora e dunque non va strumentalizzata con tipi di messaggi che vanno fuori tema. Poi argomenti tanto delicati e sensibili non si trattano tra le canzoni e in modo tanto banale e a colpi di “mi piace”. Si è trattata di una dimostrazione del pensiero unico dominante”.

Bruno Volpe

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Un pensiero su “Il vescovo di Sanremo: “Non mi è piaciuta la pubblicità alle unioni civili durante il festival”

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    23 Febbraio 2016 in 22:53
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    Questa mattina ero a colloquio con il mio Vescovo Antonio Suetta a villa Giovanna D’arco e non sapevo di questa sua presa di posizione che mi trova orgoglioso del pensiero del mio Vescovo.L’ultima cosa che ci siamo detti stamattina alle 9:30 l’ho chiamato appunto eccellenza e mi ha risposto sono don Tonino.Ringrazio Dio di averci mandato questo giovane e giusto apostolo nella nostra diocesi in quanto Sanremo è una città molto conosciuta mondanamente ed è effettivamente molto sensuale se mi passate il termine.Tra casino che sorge in un ex convento e ho detto molto,il festival,la criminalità diffusa,la droga ovunque,disoccupazione ecc ecc,c’è un buon numero di Cattolici che pregano,si sacrificano,a volte sbagliano peccando io per primo come in qualunque parte,e si ama Dio che dovrebbe raccogliere molto ma molto più per quello che ha sofferto per noi.Faccio presente che il giorno in cui le lobby lgbt hanno organizzato la loro giornata in favore della abominevole legge cirinnà in 100 piazze,qui a Sanremo erano si e no 20 povere anime grazie a Dio e purtroppo partecipavano dei bambini resi partecipi di inique effusioni in strada.Grazie don Tonino Vescovo ti auguro di diventare Papa visto che quando sei entrato in diocesi eri il più giovane vescovo d’Italia se non erro.

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