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Il vescovo di Patti: “I migranti che accogliamo si adeguino alle nostre usanze”

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Zambito“In Italia un silenzio elettorale senza precedenti e Renzi non è stato votato da nessuno. Migranti? Giusta la solidarietà, ma   a volte sono arroganti”. Ecco gli affondo di Monsignor Ignazio Zambito, vescovo di Patti in Sicilia che non le manda a  dire.

Eccellenza, che cosa  pensa della legge Cirinnà?

” Per essere  tale, una legge deve rispettare due requisiti: rispondere  alla ragione, obbedire al bene comune. Con questa legge abbiamo saltato a piedi pari le due cose.  E’ un provvedimento senza logica e soprattutto bada ad un interesse particolare e non a quello  della maggioranza degli italiani”.

Che dire di come è stata approvata?

“Il modo ancor mi offende. Non ho compreso la fretta, e quella specie di svolta autoritaria  nell’ andare avanti con tanta energia, in particolare il voto di fiducia che ha eliminato il dibattito. Ma il problema qui è molto più complesso”.

Perchè?

” Penso alla attuale informazione sul prossimo referendum di  ottobre in tv  e nei giornali. Davvero si capisce poco o niente, e non so quanto sia volontario o no. Inoltre, la trovo un tantino tendenziosa. Nelle televisioni e specialmente in quella di Stato, vi è una presenza ormai predominante e continua del presidente del Consiglio. Se tali apparizioni fossero state fatte nel passate da Berlusconi si sarebbe scatenata la buriana e lo abbiamo visto per molto meno”.

Che posizione ha lei sul referendum di ottobre?

” Non sciolgo ancora la riserva, devo valutare meglio. Ho comunque il sospetto che  quella riforma, per come è congegnata, potrebbe accentuare un cammino di tipo autoritario, da uomo solo al comando, e del resto lo abbiamo visto per la Cirinnà. Il tutto con pregiudizio per la democrazia. Mai in Italia il silenzio elettorale si è prolungato per tanto tempo e Renzi non mi risulta essere stato votato da nessuno. Pertanto credo che sia giusto parlare di democrazia parolaia”.

La Sicilia è fortemente interessata al fenomeno migranti, che cosa fare?

” Qui entra in gioco  l’elemosina. Secondo la didake, forse il catechesimo più antico, la moneta prima di passare  dal ricco al povero, deve far sudare la mano. Voglio dire che se regali qualche cosa la devi dare a chi la spenda bene, valutando con attenzione. Conosco anche finti mendicanti, pertanto nel fare carità occorre prudenza. Esistono pure i finti poveri. In quanto ai soldi che lo Stato elargisce per i migranti dico che è giusto soccorrerli nella imminenza e nella urgenza, tuttavia capisco bene i poveri italiani che  non godono dello stesso trattamento e non è razionale”.

Possiamo oggi accogliere tutti?

” Il Papa dice cose belle e ha ragione nel predicare solidarietà. Tuttavia bisogna avere diligenza e svolgere queste attività di carità con criterio e organizzazione, non possiamo fare entrare tutti indistintamente. Inoltre, visto che se noi andiamo all’estero rispettiamo le leggi degli altri, mi sembra doveroso che loro si adattino scrupolosamente alle nostre, alle usanze, alle leggi e sensibilità locali. Talvolta i migranti, non tutti, sono persino arroganti quando non vogliono mangiare un cibo e ne chiedono altro. Chi ha fame vera  non fa  queste cose. Probabilmente si comportano così perchè sanno che qui possono fare quello che vogliono”.

Bruno Volpe

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