Il docente di estetica Stefano Zecchi: “Fiat Lux, una baracconata”

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fiat-lux-15-980x600La sera della Immacolata, per altro giorno della inaugurazione del Giubileo della misericordia, sulla  facciata della Basilica di San Pietro, sono state proiettate alcune fotografie scattate dai più grandi professionisti del mondo, che riproducevano animali e scene di ecologia con relativo accompagnamento sonoro. L’ evento non ha suscitato il gradimento di Antonio Socci, in buona compagnia, per altro. Chiediamo sul punto il parere del noto docente di estetica alla Università di Milano, il professor Stefano Zecchi.

Professor Zecchi, dal punto di vista del docente, è stata una cosa elegante, esteticamente apprezzabile o trova fondate le lamentele di Socci?

“Dal punto di vista rigorosamente estetico, trovo che Socci abbia una certa dose di ragione. Non ho trovato quello spettacolo, occhieggiante al New Age, del tutto coerente con il luogo, cioè la culla della cattolicità. Per dirla tutta, e lo ribadisco, in una ottica di mera estetica, è stato uno spettacolo da baraccone, o robaccia come la palla di vetro con la neve e la gondola di Venezia, tuttavia esiste un secondo aspetto…”.

Quale?

“Ritengo che quelle foto, per altro belle in altro contesto, avessero un valore di comunicazione e lo hanno trovato. Mio figlio, che non è adulto, è rimasto emozionato e colpito. Pertanto, seguendo una logica di comunicazione, divergente da quella del bello o del sacro, il messaggio lanciato è andato a buon fine.  Per questo occorre distinguere il bello estetico, dal messaggio”.

Che messaggio?

“E’ stato scelto il tema caro al Papa, la salvaguardia del Creato, argomento della sua recente Eniclica. Le foto vertevano su questo asse: difesa del Creato e   relativa Bellezza, parola citata dal Papa nella enciclica ben ventisette volte. Dunque: esteticamente quelle foto, in relazione al luogo, sono molto, ma molto discutibili,  però hanno raggiunto lo scopo soprattutto tra la gente semplice. Una scelta di basso profilo di eleganza, ma di alto rendimento divulgativo “.

Problema del bello nelle celebrazioni liturgiche del Papa, esiste?

“Questo Papa, a dispetto di Ratzinger, ha scelto una linea  tendente al basso. Non sta a me dire se dal punto di vista teologico è bene o male. Io constato il  lato della estetica e della eleganza. In un certo qual modo, mi ricorda Papa Luciani. Optare per la semplicità o la ieraticità è una valutazione che sta al singolo celebrante o nel caso di specie, al Pontefice. Francesco ha scelto la semplicità, una linea verso il basso. Tenete conto che egli è latino americano e  per giunta gesuita, vicino alla teologia della liberazione e non ha sotto tanti aspetti, sensibilità o cultura europea”.

A Cuba ha celebrato con una foto del Che dietro le spalle, elegante?

“Pessimo spettacolo. Ma torniamo al discorso di sopra, teologia della liberazione, gesuita e  latino americano. La ritengo prima che estetica, una scivolata culturale, come quella cosa brutta del crocifisso a forma di falce e martello”.

Papa Ratzinger usò molte volte la parola Bellezza nei suoi testi e documenti…

“Egli  è stato certamente il più grande Papa degli ultimi tempi, un colosso teologico e un esempio di eleganza. Io farei studiare obbligatoriamente nelle scuole il suo  discorso di Ratisbona sull’ Islam, a dir poco profetico”.

Bruno Volpe

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