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Il Vangelo di Domenica 31 dicembre 2023

Dal vangelo secondo Luca 2,41-52

I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.

Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.

Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.

Scese dunque con loro e venne a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

COMMENTO DI DON RUGGERO GORLETTI

A leggere il brano di Vangelo di oggi sembra che la Santa Famiglia fosse composta di un figlio scapestrato e di due genitori a dir poco distratti. In realtà le cose sono andate un po’ diversamente. Guardiamo alla vicenda con più attenzione.

Secondo le usanze di allora all’età di dodici anni i ragazzi subivano un’interrogazione nel tempio di Gerusalemme, superata la quale venivano considerato adulti. Di solito queste interrogazioni non duravano molto. Ma per Gesù le cose andarono diversamente. I maestri rimasero stupiti di questo ragazzo che poneva loro domande che li stimolavano ad approfondire la loro conoscenza. Egli stesso poi dava la risposta. Non c’è da meravigliarsi che i maestri si siano chiamati l’un l’altro e che tutti si contendessero Gesù, trattenendolo. 

Dal momento poi che le donne e gli uomini nel tempio stavano rigorosamente separati e che i figli si ricongiungevano con uno di loro durante il viaggio, per poi ritrovarsi uniti la sera quando si faceva tappa, nessuna meraviglia che, fatte le loro devozioni, la Madonna e San Giuseppe avessero preso al via del ritorno, ignari che Gesù fosse trattenuto nel tempio.

Maria e Giuseppe vivono l’angoscia che vivrebbe ciascun genitore in una situazione del genere, ma il racconto evangelico si presta ad altre considerazioni.

Per ritrovare Gesù, quando lo si è smarrito, quando la luce della fede viene meno, occorre perseverare nella ricerca, anche quando non capiamo il perché di quello che ci sta succedendo. Maria e Giuseppe hanno poi ritrovato Gesù: occorre chiedere la loro intercessione per ritrovare la fede, quando vacilla, e perché la ritrovino le persone che ci sono care, se si sono allontanate dalla pratica religiosa.

Un’altra indicazione preziosa: Gesù risponde a Maria e Giuseppe: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Questa frase ci ricorda che i figli vengono dati in prestito, sono di se stessi e sono del Signore: bisogna essere pronti al loro distacco perché possano adempiere la volontà del Padre su di loro.

Infine a tanti genitori che hanno perso in vario modo i loro figli, con la morte naturale o per vicende dolorose o di peccato, questo evento sta a ricordare che i figli vengono ritrovati dirigendosi verso il tempio e cioè nella preghiera e per mezzo della preghiera. È l’unione con Dio che ci permette di vivere con meno affanno e disperazione le vicende dolorose che riguardano i figli.

Quello che abbiamo ascoltato non è di un raccontino simpatico, piuttosto invece si tratta di un evento che getta tanta luce sulle vicende umane. Per la vergine Maria, in particolare, deve essere stato un preannunzio di altri tre giorni di grande dolore, quando passerà per quelle medesime strade di Gerusalemme per seguire Gesù al Calvario, nel ritorno dalla croce e nell’attesa di ritrovarlo risorto.

Il Signore permette, in questa vita, il dolore e l’angoscia, e lo sanno bene tanti genitori che hanno avuto, per diversi motivi, dei problemi con i loro figli. Questa pagina di Vangelo ci aiuta a non disperare, a credere che il bandolo della nostra vita, e di quella delle persone che ci sono care, è in mano a Dio, e se ci impegniamo sinceramente di fare la sua volontà, non mancheremo di dare un senso alla nostra vita.

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