Gaetano Quagliariello: "L'obiezione di coscienza è un diritto soggettivo, nessuno può andare contro questo principio" | lafedequotidiana.it

Gaetano Quagliariello: “L’obiezione di coscienza è un diritto soggettivo, nessuno può andare contro questo principio”

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“Incredibile errore di logica e di diritto. Oggi l’uomo si crede onnipotente e padrone  della vita.” Non  fa sconti in questa intervista che ci ha rilasciato, il senatore Gaetano Quagliariello che parla del controverso bando al San Camillo di Roma e della legge su trattamento fine vita.

Senatore, al  San Camillo fanno un bando per assumere due ginecologi escludendo gli obiettori, che ne pensa?

” Trovo questa cosa un incredibile errore di logica e di diritto,  molto grave”.

Perché errore di diritto?

“L’ obiezione di coscienza è un diritto soggettivo indisponibile previsto dalla legge positiva e naturale e allora nessun bando, che forza di legge non ha, può andare contro o derogare al principio generale. Pertanto, qui si è creata una grossolana violazione del diritto personale alla obiezione di coscienza e sono certo che questo bando abnorme  presto verrà corretto e modificato. Siamo nell’ assurdo giuridico oltre che logico”.

La Cei parla di atto che discrimina…

” Giusto. In effetti vi è una discriminazione anche abbastanza palese. Non è pensabile assumere o non assumere persone in base alla loro posizione sulla obiezione che era e rimane un diritto non rinunciabile. Qui si è creata e si determina una odiosa discriminazione. Curioso: si pretende e si rivendica  la libertà di pensiero e di azione e poi si fa un bando tanto illiberale”.

Il medico e la sua libertà di azione sembrano in pericolo anche nella legge sul fine vita…

” Mi sembra che sia così. Anche nel disegno di legge sul fine vita si ha un medico limitato nella sua sfera di azione e di decisione, cosa che mortifica la sua professionalità. Diventa una specie di strumento esecutivo nelle mani del paziente, esecutore di ordini e di disposizioni, senza una significativa possibilità di decisione e dunque di svolgere il suo ruolo. Ritengo che quel disegno di legge  sia da contrastare  ed è una vera forma di eutanasia neppure mascherata”.

Da un punto di vista etico sia la vicenda del San Camillo, che quella del dj Fabo, che il disegno di legge sul fine  vita che cosa rappresentano?

“Intanto non esiste come qualcuno dice, in Italia, un impedimento all’ aborto, anzi. Poi, il concetto di vita umana come bene da difendere sempre e comunque è in crisi. Invece  la vita va sempre protetta e difesa in ogni momento. Il problema antropologico grave è che in questo momento storico, purtroppo, l’ uomo si crede onnipotente al punto di diventare padrone e signore persino della vita e così non è”.

Bruno Volpe

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