Don Antonio Nuara: "tutti, credenti e non, dovrebbero essere contro l'aborto" | lafedequotidiana.it

Don Antonio Nuara: “tutti, credenti e non, dovrebbero essere contro l’aborto”

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IL DIRITTO alla VITA non è una ideologia o una fede, MA DIRITTO INALIENABILE della PERSONA.

Io sono un sacerdote. Se scrivo sull’aborto, subito ci sono quelli che rispondono dichiarandosi atei e perciò legittimati ad abortire o a promuoverlo.

È falsa una tale affermazione perché abortire o non dipende da una ideologia, ma è il rispetto di una vita. E questo è un diritto proprio della persona, credente o non credente. Chi stabilisce o pensa diversamente, commette un omicidio.

Ormai è scientificamente provato che sin dal primo istante di vita è un essere indipendente dalla madre. Solo un cordone lo mette in comunicazione per il nutrimento. È ciò non dipende dalla religione o da un pensiero politico o sociale, ma dalla natura.

Per chi è in difficoltà uno Stato che si dice “civile” ha il dovere di trovare soluzioni positive a vantaggio della madre e del nascituro. La soppressione non è una “soluzione”.

Oggi è la festa della Presentazione di Gesù al Tempio e la Chiesa Italiana celebra la Giornata Nazionale per la Vita.

La vita è sacra e nessuno ha il diritto di sopprimerla. Questo è quanto oggi si vuole ribadire.

La civiltà è vera e positiva non quando toglie diritti, ma quando li garantisce a tutti. Soprattutto ai più deboli.

Uno Stato è ” buono” quando garantisce i diritti fondamentali e inalienabili a tutti, dal primo momento fino all’ultimo dell’esistenza.

L’aborto, a qualsiasi titolo fatto, toglie un diritto inalienabile a una creatura umana. Come credenti siamo convinti che nella maternità la strada da percorrere non sia la soppressione della vita del nascituro, ma una attenzione particolare alla madre e al nascituro.

Gli abortisti pensavano di eliminare quello clandestino con una legge che permettesse di farlo negli ospedali. Tutte le statistiche dicono che non solo sono aumentati gli aborti “legali”, ma si sono triplicati quelli clandestini. Una conquista, ostentata come “trofeo” di civiltà, rivelatasi fallimentare nella sua realizzazione. Non togliendo l’immoralità dell’atto e il suo perenne senso di colpa.

La risposta cristiana in Italia sono i CAV, i centri aiuto alla Vita. Quante mamme sono state aiutate e quanti bambini nati sono diventati la loro gioia.

 

DON ANTONIO NUARA

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