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A distanza di mesi dalla pubblicazione dell’Esortazione apostolica Amoris Laetitia, non si placano le polemiche sul testo di Papa Francesco. Dopo i “Dubia” dei cardinali Brandmüller, Burke, Caffarra e Meisner, in merito all’interpretazione del documento pontificio, è il turno dell’Arcivescovo metropolita di Philadelphia, mons. Charles Joseph Chaput, che si interrogata su fraintendimenti frutto di poca chiarezza.

Proprio per ciò che riguarda una tra le questione più delicate, quella matrimoniale, il Prelato guarda alla tradizione, per obiettare al Sommo Pontefice la volontà di contraddire gli insegnamenti già tracciati da San Giovanni Paolo II.

Stupito dall’assordante silenzio con il quale il Successore di Pietro non ha risposto ai “Dubia” sollevati dai quattro Porporati, l’Arcivescovo Chaput ha confermato che nella sua Diocesi, nulla cambierà rispetto alla storia passata: divorziati e cattolici risposati non saranno ammessi alla Comunione.

“È una questione di insegnamento ufficiale” dichiara mons. Chaput, il quale continua a braccio: “A me sembra impossibile contraddire le parole di Gesù, così come è impossibile che un insegnamento che andava bene 20 anni fa, adesso non è più vero, quando gli insegnamenti provengono dal Papa”.

La Chiesa ha bisogno di linearità e punti fermi che generino certezze. Conclude l’Arcivescovo di Philadelphia con un auspicio: le guide della comunità cristiana devono aiutare i fedeli, non confonderle con messaggi che si discostano dalla dottrina della Chiesa. Perseverare in tale comportamento potrebbe causare “confusione e delusione”.

Sulla scorta di quanto sta accadendo all’interno della Curia Romana, gli interrogativi al momento senza risposta cominciano a pesare come dei macigni.

Dario Cataldo

 

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