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Antonio Diella (Unitalsi): “Un buon volontario si cala nei panni dei più deboli”

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Antonio DiellaUn magistrato barese, il presidente aggiunto della Sezione del Gip del Tribunale di Bari, dottor Antonio Diella è il nuovo Presidente Nazionale, in carica per i prossimi cinque anni, dell’Unitalsi (Unione Italiana Trasporto Ammalati a  Lourdes e Santuari Internazionali). Il dottor Diella è Gip ma anche diacono permanente incardinato nella diocesi di Trani- Barletta e Bisceglie, in cui è responsabile di pellegrinaggi per il Giubileo della Misericordia.

Dottor Diella, qual è la missione di chi organizza pellegrinaggi?

“Ritengo che la cosa importante sia far bene e in modo accurato ogni opera di carità e il pellegrinaggio di gente svantaggiata certamente lo è. Occorre sempre calarsi nei panni delle persone deboli, svantaggiate, indifese, chi soffre nel corpo e  nell’animo. Un buon volontario, nel limite delle sue umane capacità non lesina tempo libero ed energie per i fratelli svantaggiati sapendo pensare alla fortuna che ha avuto lui e alla tante cose buone ricevute. Vale sempre il gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.

Chi è il malato?

” La sua domanda è impegnativa e per rispondere adeguatamente ci vorrebbe tanto tempo. Però la trovo  stimolante. Indubbiamente è colui che patisce  una memomazione nel fisico o  un qualsivoglia male. Tuttavia, possiamo serenamente estendere questo concetto ai poveri, agli emarginati a chi è solo e fragile, agli anziani trascurati, a tutti quelli che per un motivo o  per l’ altro, si trovano nell’ abbandono o in crisi esistenziale. Ci sono malattie del corpo, ma anche dell’ animo e della mente da non sottovalutare importanti quanto e addirittura più delle prime. Compito del volontario è accostarsi a ciascuno con delicatezza e tatto. Nel fratello infermo  dobbiamo, se ci chiamiamo cristiani, vedere il volto sofferente di Cristo”.

Che rapporti esistono tra volontariato e istituzioni?

” Mi auguro sempre buoni e sereni, nell’ottica di una bella e sana collaborazione da cercarsi e rafforzare. Le contrapposizioni non portano da nessuna parte. Il volontariato  sia sempre improntato ad una ottica di sussiadiarietà,  cerca di surrogare in quei campi o settori nei quali il pubblico non può arrivare o è in difficoltà,   anche per la cronica mancanza di mezzi o  di cassa”.

Il volontario è uomo di misericordia…

” Certamente e ancora di più oggi nel Giubileo voluto da Papa e dedicato alla misericordia. Un volontario non misericordioso è un controsenso e controtestimonianza. Occorre  avere spirito di accoglienza, solidarietà e  fratellanza verso tutti e i malati nel particolare”.

Lei è un innammorato di Lourdes. Chi è Bernardette?

” Piccola e apparentemente inutile, ma  donna di grande speranza, una sintesi del Magnificat, quanto di più bello e rivoluzionario possa esistere. Una sintesi di teologia, mirabile”.

Da magistrato: anche il detenuto ha diritto alla misericodia?

” Certamente. Nessuno è autorizzato ad esprimere giudizi morali sugli altri e anche su chi viene condannato. Il detenuto, proprio per la sua particolare situazione di privazione della libertà personale, è un anello debole sofferente e ha pieno diritto  al rispetto della  persona e dignità”.

Bruno Volpe

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