Il Penitenziere vaticano emerito: “Non è intenzione del Papa banalizzare l’aborto”

papa-francesco-colomba-20130918_131606“Non è nella intenzione del documento, però esiste il rischio che la lettera apostolica del Papa  Misericordia et Misera possa  far minimizzare o banalizzare l’aborto e la sua gravità.” Lo dice in questa intervista a La Fede Quotidiana monsignor Gianfranco Girotti, arcivescovo, reggente emerito della Pentenzieria Vaticana.

Eccellenza Girotti, nella sua lettera apostolica il Papa ha conferito a tutti i sacerdoti del mondo la facoltà di assolvere il peccato di aborto cosa che era sin qui riservata al vescovo o al penitenziere canonico. Che cosa cambia?

” Quello che ha appena detto lei. Non sta a me dare valutazioni sull’ operato del Papa. Io ritengo che egli abbia voluto andare sulla via della misericordia tracciata durante il Giubileo, è questa la chiave di interpretazione. E’  un gesto di carità pastorale”.

Possibili dei rischi?

” Non è  nella intenzione del Papa, tanto meno del documento. Tuttavia, come in tutte le cose, esiste il rischio ed è inutile negarlo, che questa lettera sia letta male, come una minimizzazione o banalizzazione dell’ aborto”.

Resta intatta la gravità dell’ aborto?

” Certo. Era e resta un crimine ed un misfatto abominevole. Il Papa non lo ha giustificato o liberalizzato, questo è impossibile. Ha solo conferito ai sacerdoti tutti la facoltà di assolvere”.

Si deve sempre assolvere nel confessionale?

” No, questo non sta scritto da nessuna parte. Occorre valutare il peccato, e soprattutto la reale volontà del penitente e la sua sincerità, il serio intento di cambiare vita e di riparare al misfatto. La misericordia, che pur è importante, non implica tolleranza o scendere a patti col peccato, non giustifica tutto e tra misericordia e giustizia esiste uno stretto legame. Non possiamo parlare della prima senza considerare la seconda”.

Ci sta chi esulta come se  fosse stato dato una specie di lasciapassare all’ aborto..

” Bisogna ricordare che non è così, la scomunica rimane, muta solo il confessore, del resto nessuno può rinnegare o cambiare il Vangelo e la Parola di Dio,  o il comandamento del  Non Uccidere”.

Ritiene che sia a questo punto necessario un documento Motu Proprio per modificare il diritto canonico in tema di aborto?

” No. Non  ne vedo la necessità. La gravità del peccato di aborto è rimasta. Ma attenzione a non minimizzarlo, il rischio lo corriamo”.

Bruno Volpe

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Una risposta

  1. Andrea

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