Monsignor Liberati: “Il Papa ha ribadito che l’aborto è un peccato gravissimo”

00000073_Mons.-Liberati“Esiste il rischio  di un rilassamento davanti all’aborto, almeno in senso pastorale. Immigrazione? Non possiamo accogliere tutta l’ Africa.” Lo dice in questa intervista a La Fede Quotidiana monsignor Carlo Liberati, arcivescovo, Prelato Emerito del Santuario di Pompei.

Eccellenza, il Papa nella sua recente lettera apostolica Misericordia et Misera ha concesso a tutti i sacerdoti la facoltà di assolvere dal peccato di aborto, sin qui riservato. Che ne pensa?

” Non dimentichiamo mai che l’aborto era e resta un peccato gravisismo passibile di scomunica,  perchè va contro la sacralità della vita. Solo le legislazioni atee ed anti cristiane del nostro tempo lo permettono ed anzi lo incoraggiano. La Chiesa deve seguire la Parola del Signore, i Comandamenti e il Catechismo e dunque  avversare l’aborto”.

E la recente scelta del Papa?

“E’ un indirizzo pastorale che va nel solco della misericordia giubilare, ma a leggere bene lo stesso documento, si conferma e ribadisce che l’ aborto rimane un peccato gravissimo. Indubbiamente, in questo clima di faciloneria, è possibile che questo  testo sia letto come una minimizzazione dell’ aborto, il rischio esiste”.

Che cosa intende dire?

” Temo che possa esserci un rilassamento, certamente non voluto dal Papa. Da un punto di vista pastorale l’ eventualità esiste. Del resto, basta valutare il mondo dei media e come ha descritto il documento , persino deformandolo  . Lo hanno spesso letto come  conviene e  piace alla opinione dominante, al pensiero unico”.

Tema immigrazione. Lei nel recente passato ha espresso preoccupazioni, rimane della stessa idea?

“Non la ho cambiata. L’ accoglienza e il dare da mangiare a chi è nella fame sono doveri del cristiano che nessuno può ignorare. E neppure è pensabile discriminare nella carità basandosi sulla etnia o sul colore della pelle. Però esistono doveri di cautela e di sana prudenza . Oggi non siamo in grado di accogliere tutta l’ Africa, non lo possiamo”.

Che cosa intende?

” Quando arrivano i migranti questi vanno identificati, dato loro una identità certa, occorre sapere chi sono, che fanno, da dove vengono e con quali intenzioni rrivano, se hanno dei precedenti penali. Non dimentichiamoci  che occorre  badare alla salute pubblica e che bisogna valutare se sono sani  o no, abbiamo i diritto a proteggerci dalle malattie e non ammalarci”

Però tanti uomini di Chiesa invitano alla totale accoglienza…

” Una accoglienza indiscriminata rovina i migranti che non hanno una vita degna e rovina  noi. Le popolazioni locali hanno tutto il diritto a vivere serene senza atti illegali o correre il rischio di contrarre  malattie. Rispetto la opinione degli uomini di Chiesa, ma possono  sbagliare come tutti. Mi faccio una domanda: se io non ho il pane per me, come posso condividerlo con gli altri? Resto della idea che una immigrazione senza limiti e controlli è dannosa.  I migranti non possono fare i vagabondi. Tante volte non accettano il cibo, ma  chiedono soldi, diventando persino prepotenti”.

Bruno Volpe

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Una risposta

  1. babysoap

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