Don Maurizio Patriciello: “La teoria del gender non è cosa buona, i genitori vigilino sulle scuole”

PatricielloLa serata dell’8 novembre, malgrado il temporale in atto, è stata ben spesa dalle Sentinelle Vesuviane. A Caivano, nella Parrocchia S. Paolo Apostolo al Parco Verde, la parrocchia di don Patriciello, era in programma una conferenza sul gender con relatore l’infaticabile Gianluca Martone.

Pieno zeppo il salone parrocchiale, per un’ora Martone ha presentato ai presenti slide e video a tratti scioccanti, mirati a dimostrare un unico concetto: è in atto una vera e propria guerra per far riconoscere e diffondere l’ideologia di gender, quella per cui il sesso non sarebbe un concetto definito una volta per tutte a livello cromosomico con due sole opzioni possibili, ma un concetto fluido e flessibile, suscettibile di cambiamenti più o meno repentini, con un  allargamento dei possibili esiti a venti, trenta o addirittura settanta scelte. Quattro sono i fronti dell’attacco:

  • lo star system, capace di influenzare i fans in modo diretto e indiretto
  • i media, da internet a studi più o meno scientifici fino alle riviste da sale di attesa
  • la scuola, dove il riconoscimento e la diffusione della teoria gender sono già passati in un codicillo della buona (sic) scuola
  • la legislazione, con proposte di legge, decreti attuativi, circolari e regolamenti che soffocano sempre più il dissenso dal politicamente corretto

Su questo vero e proprio terreno di battaglia comparivano ogni tanto rassicurante guida le parole in materia del Sommo Pontefice (Martone ha contato sessanta pronunciamenti solo per Papa Francesco). Al termine della brillantissima relazione, Don Maurizio ha parlato per circa cinque minuti, e l’intervento è riportato integralmente nel filmato d’apertura, perché meritevole di essere ascoltato e meditato da cima a fondo. “Approveranno leggi per cui chi è contrario diventerà un fuorilegge”. “Ci saranno leggi che impediranno a una donna povera di avere figli per sè, ma solo di generarli per le donne ricche”. “Genitori, vigilate su quello che accade a scuola, perché non è una cosa buona”. Massima carità e comprensione cristiana per i casi singoli, implacabile condanna dell’errore nell’interesse del gregge che il Signore gli ha affidato, anche a costo di andare controcorrente.

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