Sacerdote presenzia ad una unione civile, il vescovo vuole incontrarlo | lafedequotidiana.it

Sacerdote presenzia ad una unione civile, il vescovo vuole incontrarlo

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Don Giuseppe Gobbo, pilastro della cooperativa Radicà di Calvene (che dal 1983, nel territorio dell’Alto Vicentino, svolge attività di accoglienza per minori), nei giorni scorsi si è presentato nella sala consiliare del municipio di Schio (che con i suoi quaranta mila abitanti circa è il decimo comune della regione Veneto e il terzo della provincia di Vicenza), dove due donne si erano unite civilmente davanti a Carlo Cunegato, consigliere comunale capogruppo di minoranza, per benedire le fedi che avrebbero portato al dito la 37enne Paola Pellegrini e la 34enne Giovanna Tomiello.

Adesso si viene a sapere che il prete che benedisse questa unione è sotto osservazione della curia vicentina. Infatti monsignor Beniamino Pizziol, il vescovo di Vicenza, ha espresso l’intenzione di incontrare al più presto don Giuseppe Gobbo.  Anche il sindaco di Schio, Valter Orsi, primo cittadino dal 9 giugno 2014 per una lista civica di centro (“Noi cittadini”), vuole smarcarsi dall’iniziativa. Ha annunciato, infatti, di volere scrivere una lettera alle due donne per spiegare loro che non vuole essere strumentalizzato politicamente.

Papa Francesco, all’inizio del suo Pontificato, aveva scomunicato latae sententiae, in virtù del Canone 751 del Codice di Diritto Canonico (per «l’ostinata negazione, dopo aver ricevuto il battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica o il dubbio ostinato su di essa») Padre Greg Reynolds, che già nel 2011 era stato sospeso dal suo ministero sacerdotale dall’arcivescovo di Melbourne a causa delle sue posizioni di apertura sulle nozze omosessuali e sul sacerdozio femminile (tanto da creare un movimento, «Inclusive Catholics», pro nozze gay), posizioni non in linea con l’insegnamento bimillenario della Chiesa.

Matteo Orlando

Un pensiero riguardo “Sacerdote presenzia ad una unione civile, il vescovo vuole incontrarlo

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    1 Luglio 2017 in 13:53
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    Cioè?……era in comune non in Chiesa,giusto? Voglio capire due persone che sono battezzate chiedono una semplice benedizione,c’è chi benedice le case,le auto,i rosari,se stessi, ecc.,ebbene da quello che ho capito leggendo le due persone in questione hanno chiesto al sacerdote di benedire le fedi mentre stavano in comune non in chiesa giusto ? Dunque cosa doveva fare il sacerdote ? Maledirle? fare un processione di riparazione con annessa scomunica e condanna per ucciderle? A qualcuno che giustamente magari s scandalizzerà per quello che ho scritto vi chiedo, mi spiegate per favore il passo del Vangelo di Romani 12,14-18 ? Perchè con la stessa mentalità che si vuol far passerà ora, allora un domani saranno proibiti anche i FUNERALI e i SACRAMENTI (Battesimo,Comunione,Cresima) di queste persone giusto? ma domandatevi è cristiano tutto questo comportamento che si vuole sostenere nel nome di Gesù Cristo ?A chi mi risponde con il catechismo della chiesa cattolica io rispondo che differenza c’è tra questo comportamento e il comportamento che gli Scribi e i Sacerdoti ebbero nei confronti del cieco nato ? Giovanni 9,1-41 E Gesù come si è comportato a chi gli chiedeva letteralmente la sua BENEDIZIONE? (il cieco nato) cioè uno disprezzato da tutti,specialmente da chi si faceva portavoce di DIO! Se un sacerdote è invitato in un luogo diverso dalla parrocchia per benedire un oggetto che di per se NON E’ un oggetto profano (fedi) perchè deve rifiutare questa benedizione? perchè non verrebbe capita? ma è stata capita la benedizione che Gesù ha fatto al cieco nato?…è chi erano quelli che PER VOCAZIONE avevano il dovere di capire quello che aveva fatto Gesù? se stare nel torto vuol dire stare al fianco di Gesù Cristo,allora con grande dolore preferisco stare dalla parte di Gesù Cristo e dalla parte del cieco nato che da altre parti…..(e questo senza strumentalizzazzioni politiche di questo o di quello!)

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