Padre Carlos Werner: “Gli Araldi del Vangelo per la dottrina e la tradizione”

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Padre Carlos Werner è Presidente della Sezione Italiana degli Araldi del Vangelo, Associazione Privata di fedeli di Diritto Pontificio, riconosciuta nel 2001 da Giovanni Paolo II.  Gli Araldi si caratterizzano per l’assoluta fedeltà al Vangelo,  alla dottrina, e alla Tradizione (e forse per questo sono stati attaccati ). In Roma hanno il loro quartier generale nella piccola, ma molto bella chiesa di San Benedetto in Priscinula, vicino all’Isola Tiberina. Per saperne di più abbiamo intervistato Padre Carlos Werner.

Chi sono gli Araldi del Vangelo e in cosa si distingue il  loro Apostolato?

“Gli Araldi del Vangelo costituiscono una realtà ecclesiale giovane, riconosciuta dalla Santa Sede nel 2001, come Associazione Privata di Fedeli di Diritto Pontificio. Il nostro Fondatore, Mons. Joao Scognamiglio ClaDias, è ancora in vita e ci conforta con cuore paterno in tutte le sfide e nei combattimenti della vita. Dagli Araldi del Vangelo è nato successivamente il ramo sacerdotale: le prime ordinazioni sono state nel 2005, nella Basilica del Carmine a Sao Paolo del Brasile. Il vescovo ordinante è stato D. Lucio Angelo Renna, presule italiano dell’ordine carmelitano e tra i neo-sacerdoti – sono stati quindici i primi ordinati – si annoverava il nostro Fondatore. Il ramo sacerdotale, insieme al ramo femminile di consacrate, ha ricevuto l’approvazione Pontificia nel 2009. La nostra realtà è composta ulteriormente da consacrati e celibi che vivono in comunità, abbinando la contemplazione e l’azione apostolica, con l’assistenza sacramentale ai sacerdoti appartenenti al movimento. L’azione apostolica degli Araldi nasce dall’humus spirituale che i membri ricevono nella loro vita comunitaria. Nelle nostre case deve regnare l’ordine e l’affabilità, un’intensa vita di pietà che culmina nella liturgia celebrata con sacralità, riverenza e precisione. La compostezza e il rispetto, che segnano i momenti di cerimoniale, vanno armonizzati alla gioia della virtù che si esprime, per così dire, quasi in modo salesiano. Questi valori stanno volutamente agli antipodi del caos e della brutalità che hanno voluto imporsi nel mondo, dopo lo scoppio di quel terribile vulcano sociale che fu il movimento hippy del 68, la cui unica e sovrana regola fu l’abolizione di tutte le regole, comandamenti di Dio compresi. Quel modo disordinato e libertino di vivere ha segnato in modo decisivo le abitudini, il comportamento tra le persone, le mode e via dicendo.”

Ci parli in maniera sintetica della Vostra storia e tradizione?

“Il nostro Fondatore, Mons. Joao Scognamiglio fu un giovane particolare. Figlio unico, aveva come riferimenti più vicini i cugini, i quali sovente affermavano che non esisteva nessun uomo realmente disinteressato. Tutti i rapporti umani, secondo loro, erano segnati dall’egoismo più primario. Joao, però, non era d’accordo con loro e animato da una ispirazione soprannaturale pregava insistentemente, di trovare qualcuno che, come lui, volesse bene agli altri senza alcun interesse personale. Ed ecco che col passare dei giorni la sua speranza incominciò a vedersi rafforzata dal fatto che lui pregava, con insistenza, affinché la Madonna li facesse trovare di un uomo autorevole e forte che avrebbe potuto rispondere alle sue ricerche spirituali. Chi sarebbe stato? Il 7 luglio del 1956, per diverse circostanze provvidenziali, lui fece conoscenza di quel personaggio per il quale sospirava. Fu appunto nella Basilica del Carmine di Sao Paolo, che tanti anni dopo avrebbe visto la sua ordinazione sacerdotale. Si trattava del Prof. Plinio Correa de Oliveira, laico cattolico di spicco a Sao Paulo, terziario carmelitano, uomo di profonda fede, coerente e di condotta integra. Lui sarebbe stato per quarant’anni il suo maestro spirituale, il suo formatore e il suo sostegno. E malgrado il nostro Fondatore volesse già all’epoca fondare un’associazione per aiutare i giovani a trovare buone amicizie, fece ingresso nel movimento del Prof. Plinio, chiamato allora ”Gruppo di Plinio”, e che in seguito si sarebbe chiamato “Tradizione, Famiglia e Proprietà”. Dentro il movimento del Prof. Plinio, nostro fondatore, seguendo sempre le indicazioni del suo maestro, si mise a capo di coloro che desideravano portare una vita precipuamente religiosa. Furono costituite delle case dove si faceva la stessa vita che segna oggi il nostro carisma, così come è stato già descritto. Alla morte del Prof. Plinio quei giovani cercarono di consolidare la loro vocazione sulla via che già percorrevano, chiedendo all’autorità ecclesiastica l’approvazione, sotto la denominazione di Araldi del Vangelo. La strada fu spianata dalla Provvidenza ed eccoci qua oggi, dedicati in modo affettivo, effettivo ed ufficiale al servizio della Santa Chiesa Cattolica, in qualità dieredi dello spirito del Prof. Plinio, vissuto e trasmesso fedelmente dal nostro Fondatore”.

Per quale motivo avete una croce rossa?

“La croce del nostro abito è quella di San Giacomo di Compostela stilizzata. Ha un alto valore simbolico, poiché allo stesso tempo rappresenta la Croce di Gesù, però fiorita. Ossia  simbolo del dolore dell’Agnello Immolato e della gloria della sua Risurrezione. D’altra parte a molti sembra un gladio. E, di fatto, lo è. Vuole evocare la metafora sulla parola di Dio adoperata da San Paolo, chi la paragona a una spada a doppio taglio, penetrante”.

Qual è l’ importanza, in questo clima di secolarizzazione, della diffusione del Vangelo?

“Il mondo si caratterizza per una grande sensibilità estetica. Purtroppo, tante volte l’appariscenza che offrono i mezzi di comunicazione sociale, gli annunci commerciali, ecc, non trasmette la vera bellezza, ma una falsificazione seduttrice, riduttiva e schiavizzante di essa. Per molta gente di oggi conta più l’apparenza esterna, confusamente considerata bellezza, che la verità intesa e vissuta, che è l’unica radice dell’autentica bellezza.  E così, l’opinione pubblica, guidata da questa visualizzazione di tipo psicologico, può reagire in modo molto negativo nei confronti della fede. Si pensa che la Chiesa non abbia oggi alcun fascino, ma soltanto la capacità di mostrarsi, per così dire, imbalsamata in museo, come qualcosa di un passato la cui gloria non tornerà più. E tale atteggiamento bisogna che sia contrastato da una rinnovata manifestazione dello splendore sommamente accattivante della Chiesa Cattolica, l’unica a partecipare veramente alla gloria del suo Sposo glorioso. Ed ecco che gli Araldi del Vangelo, come il nome indica, vogliono offrire senz’altro la verità di Gesù Cristo com’ella è, in tutta la sua portata, avvolta, però in manifestazioni della bellezza autentica che è quella che nasce, come da una fonte purissima, dal costato del Crocifisso. Per questo motivo, il nostro Fondatore incentiva l’arte e, in modo particolare, l’architettura. Tante chiese sono state costruite dal nostro movimento in Brasile e nei paesi ispanoamericani, seguendo le particolareggiate indicazioni di Mons. Joao, al fine di suscitare in chi vi entra, quel sospiro del Re Clovis nel giorno del suo battesimo, quando preso di ammirazione, disse a San Remigio:“Padre, ma questo è già il paradiso?” Ma non solo l’architettura, anche la musica, il teatro, la pittura e l’arte di decorare, tutte queste manifestazioni estetiche sono adoperate per predisporre nel miglior modo l’uomo e la donna odierni ad accogliere la fede come una proposta affascinante e seria, capace di riempire il cuore di gioia ineffabile e di esigere profondi e radicali cambiamenti di vita.

Esistono rischi di relativismo e bisogna difendere i principi non negoziabili come la vita?

Il nostro Fondatore, Mons. Joao, sempre ci ha insegnato che il relativismo nasce quando una determinata persona porta avanti una vita contraria, anche se parzialmente, ai principi retti che ha imparato. Il fariseismo, tanto combattuto dal Signore, è un male che percorre tutta la Storia e porta a tergiversare sui principi saldi per trasformarli in liquidi, così da ingannare le coscienze. Il processo sappiamo come va a finire : con la riedizione della città di Soffonia laddove non esiste né il bene né il male. In questo senso, la sognata abolizione del principio della non contraddizione – che permea tutto il Vangelo ed è esplicito nella tradizione cattolica grazie alla ricezione tomista del pensiero aristotelico – non è altro che un’esigenza crudele e assurda di cuori che vivono in contrasto con se stessi. Da qui la necessità di una grande coerenza di vita. La gente deve vedere in ogni cattolico, e non solo nel clero o nei religiosi, anche se questi si sono votati a esserlo in modo specifico, uomini e donne tutti di un pezzo, che vivono con convinzione e gioia le esigenze della morale cristiana. Sulla tribuna di una vita coerente, c’è allora la possibilità di lanciare l’annuncio coraggioso della santità cristiana, in contrasto con le massime del mondo che non sono solo diverse, ma tante volte diametralmente opposte ad essa.  In questo senso la lotta per la vita – sia la vita umana che quella spirituale, ricordiamoci quanti piccoli perdono le loro innocenze a causa della decadenza morale dilagante –, per la famiglia, per l’educazione cattolica, per la giustizia sociale, saranno sempre più efficaci se ogni cristiano si propone con l’aiuto della grazia di avere il vigore dei nostri primi martiri e la coerenza dei confessori della fede. Le nostre iniziative avranno sempre più partecipazione nella forza della predicazione di Nostro Signore, dalle cui labbra divine era insegnata una dottrina nuova e potente. Ciononostante quello che è stato fatto ha destato ammirazione, ringraziando il Signore, e preghiamo perché la lotta dei cristiani sia sempre più partecipata e così diventi decisiva nella società e nella Storia. Saremo più che vincitori se contiamo con l’ausilio della Vergine, chiedendoLe di aiutare la nostra debolezza con la grazia che, proveniente del Cuore di Gesù, scaturisce fino a noi per la sua materna e universale mediazione”.

Bruno Volpe

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5 pensieri riguardo “Padre Carlos Werner: “Gli Araldi del Vangelo per la dottrina e la tradizione”

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    20 Giugno 2018 in 7:23
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    Una delle più belle realtà della chiesa cattolica e il carisma degli araldi del Vangelo la loro compostezza il modo di pregare hanno ltanto da imparare i nostri sacerdoti diocesani .La Madonna li assista li Guidi perché siano un faro in questo mondo e nella chiesa

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    20 Giugno 2018 in 12:07
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    «Questo mondo in cui viviamo ha bisogno di bellezza, per non cadere nella disperazione. La bellezza, come la verità, mette la gioia nel cuore degli uomini ed è un frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione» – Giovanni Paolo II, che nella Lettera agli Artisti, ricorda l’insegnamento del Concilio Vaticano II.
    La bellezza, la purezza, l’innocenza, il pudore – i valori che il mondo di oggi sta travisando, o peggio ancora, cerca di eliminare dalla nostra vita facendoli sembrare anacronista, fuori moda ecc.
    Per questo ringrazio al Signore che ha fatto sorgere gli Araldi del Vangelo che nelle loro missioni, nelle loro celebrazioni e nella loro vita dimostrano a noi tutti che non bisogna cadere nel comune calderone della mondanità fatto delle mode passeggere, ma si può e deve essere fedeli ai veri valori della vita cristiana.

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    21 Giugno 2018 in 19:18
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    Ma che cosa è successo !: Questo giovane sacerdote dimentica che sono stati indagati dal Vaticano, per una serie di incontri che sono stati pubblicati anche dalla più grande rivista brasiliana “Veja”: https://veja.abril.com.br/brasil/com-o-demonio-nao-se-brinca/
    Tutto in quella notizia – e molti altri – era molto serio. E non è una questione di tradizione o no, al contrario, gli Araldi del Vangelo hanno commentato negli incontri pubblicati che il loro Fondatore ha cambiato l’esorcismo, lo ha trasformato in una festa e che gli oggetti di Mgr. sono più potenti dell’acqua santa …! Veramente!

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    24 Giugno 2018 in 23:15
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    Salve! Ho conosciuto gli Araldi in una bella missione che hanno realizzato a Rogliano…. veramente meragliosa, dopo de questa occasione li seguo dove posso. Un saluto ai missionari Francesco e Maikon.

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    5 Luglio 2018 in 15:46
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    Salve a tutti! Ringrazio il giornalista Volpe e P. Carlos Werner per la splendida intervista. Molto chiara e bella! Magari ci fossero tanti preti come questo “giovane sacerdote”. Vorrei anche rispondere alle paure di Giuseppe. Infatti, ho trovato sul web la risposta degli Araldi alle accuse dei media che vanno con la corrente neo-modernista, come ben sappiamo.
    http://www.totustuus.it/Araldi-del-Vangelo-e-Tornielli/
    Comunque, se ci fossero tanti preti come il loro Fondatore, stando a quanto dice la notizia, con il carisma di scacciare i demoni così efficacemente… non sarebbe male! Ce ne abbiamo proprio bisogno!

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