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Monsignor Jozef Bart: “Giovanni Paolo II traspirava santità da tutti i pori”

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“Giovanni  Paolo II, grande atleta della fede, traspirava santità da tutti i pori”: ecco il singolare ritratto del santo Papa  del sacerdote polacco Monsignor Jozef Bart, Rettore del Santuario romano della Divina Misericordia a sue passi dal Vaticano.Monsignor Bart, lei lo ha conosciuto.

Che ricordo ne serba?

“In verità lui mi ha ordinato prete e questo da solo basterebbe. Ma devo dire, dal tempo passato con lui, che traspirava santità da tutti i pori. Era un paradigma di santità, in grado di rendere sante le cose semplici”.

Molti dicono che quando celebrava messa si estraniava…

“Per lui la celebrazione della eucarestia era il centro della giornata e della vita. Tutto passava in secondo piano e quasi possiamo dire che si estraniava, lo stesso volto cambiava aspetto. Un mistico ed un asceta allo stesso tempo”.

Lei ha avuto il privilegio di pranzare con lui…

“Certo, ma come le dicevo, prima di tutto veniva la preghiera. Tante cose che per noi sembrano scontate e banali, per lui erano sante. Non dimenticava mai la recita dell’ Angelus a Mezzogiorno, o la preghiera prima del pranzo e dopo. Ci diceva che non bastava un segno di croce, ma bisognava recarsi in cappella a pregare prima e ringraziare per gli alimenti dopo”.

E la Divina Misericordia?

“Ha voluto istituire questa festa seguendo Santa Faustina, aveva grande immensa fiducia e tutto il suo pontificato è riassumibile in quel grandioso Gesù, confido in te. Giovanni Paolo ha sempre confidato in Gesù”.

I suoi rapporti con la Polonia?

“Non ha mai dimenticato la sua origine e la sua terra alla quale era legatissimo, senza tralasciare le altre, diventato Papa. Insomma, non ha esagerato nella predilezione per la sua Polonia. Tuttavia grande è stato il suo contributo per la fine di un regime ateo che oscurava la fede e la impediva. E’ stata la dolce rivoluzione della fede e possiamo dire che Giovanni Paolo II è stato un atleta della fede che gli scoppiava nelle vene”.

Bruno Volpe

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