ll Consiglio dei Ministri ha approvato l’assegno unico e universale per i figli

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo che istituisce l’assegno unico e universale per i figli. Il decreto dà attuazione alla delega contenuta nella legge n.46 del 1° aprile di quest’anno. Ora le commissioni parlamentari competenti per settore dovranno esaminarlo per dare il loro parere e quindi il Cdm lo riapproverà in via definitiva. Il tutto entro la fine dell’anno perché dal 1° gennaio 2022 le famiglie dovranno essere messe nelle condizioni di presentare la domanda per una prestazione che decorrerà dal mese di marzo e riguarderà tutti i residenti da almeno due anni compresi gli extracomunitari. Fino a tutto febbraio sarò prorogato il provvedimento-ponte attualmente in vigore.


L’assegno è unico perché assorbe e concentra le forme di sostegno attuali (dagli assegni familiari alle detrazioni, ai vari bonus) e universale perché destinato a tutti i figli a carico fino ai 21 anni. Un contributo, sia pur minimo, verrà erogato indipendentemente dall’Isee che però resterà il parametro fondamentale per determinare l’importo della prestazione, che per ogni figlio andrà da un mensile di 50 euro (con Isee oltre i 40 mila) fino a 175 (con Isee sotto i 15 mila). Dopo i 18 anni gli importi andranno da 25 a 85 euro.


Con il terzo figlio scatterà un ulteriore contributo mensile tra i 15 e gli 85 euro (in base all’Isee) e con quattro figli o più una maggiorazione forfettaria di 100 euro (solo con Isee fino a 25 mila). Se la madre è under 21 si aggiungeranno altri 20 euro mensili per ogni figlio. Se entrambi i genitori lavorano la maggiorazione sarà di 30 euro per ogni figlio, progressivamente ridotti fino ad annullarsi oltre i 40 mila euro di Isee. Per esemplificare, un nucleo con Isee entro i 15 mila euro riceverà ogni mese 175 euro con un figlio, 350 con due, 610 con tre, 970 con quattro (1.090 al mese se entrambi i genitori lavorano). Un nucleo con Isee superiore a 40 mila percepirà 50 euro con un figlio, 100 con due, 165 con tre, 330 con quattro. Le famiglie con figli disabili percepiranno un contributo anche oltre i 21 anni. Per minori non autosufficienti la maggiorazione sarà di 105 euro al mese, 95 in caso di disabilità grave e 85 per disabilità media. Per figli disabili tra 18 e 21 anni il contributo aggiuntivo mensile sarà di 50 euro, oltre i 21 anni sarà erogato un assegno mensile da 25 a 85 euro in base all’Isee. (SIR)

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Massimo Notaristefani

Massimo Notaristefani

Laureato in comunicazione, appassionato di giornalismo e cattolico!

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