L’esorcista don Nicli: “La maggior parte dei preti non crede più al demonio”

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«Il Diavolo, attraverso le persone che aveva preso di mira, mi diceva quanti aborti c’erano stati, quel giorno, in ospedale; controllavo con gli infermieri. Ed era in numero esatto. Il Male, il Demonio, il Maligno, non sono scomparsi; sono sempre esistiti e oggi, senza dogmi, con persone atee, con sempre meno fede, Satana è sempre più presente diavolo-irritantee forte. Il suo segreto sa qual è? Quello di far finta di non esistere. Si nasconde, non si scopre. Così nessuno crede ci sia. Ma lui opera e agisce ancora di più nulle persone, per portar via loro l’anima, che non vada in paradiso».

È quanto dichiara, al giornale del Nord-Est “Il Gazzettino”, l’ottantenne prete don Elio Nicli, che per 20 anni ha fatto esorcismi nella cappella dell’ospedale di Tolmezzo (Udine). Alla giornalista Paola Treppo ha anche dichiarato che in 20 anni di esorcismi «i casi di possessione vera e propria che ho incontrato non sono stati più di una decina. Molte più numerosi i casi di infestazione, cioè il primo “passo” del Diavolo, quando arriva con rumori strani in casa, con odori strani; quando udiamo come se qualcuno stesse camminando nella nostra abitazione ma non c’è nessuno.

Poi, la fase successiva, nella conquista dell’anima, è l’ossessione: pensieri ossessivi, come ad esempio un senso di persecuzione, la paura che non ti lascia mai rispetto al tradimento del marito o della moglie, il credere che tutti ce l’abbiamo con te, o la famiglia o il paese. Quindi c’è la vessazione del Demonio: dolori fisici, sofferenza del corpo. E quindi l’ultimo passo che è la possessione vera e propria, quando il Male, appunto, si impossessa letteralmente di una persona che poi può avere una forza sovrumana, e parlare più lingue, lingue mai conosciute, mai sentite, antiche. Quello è lo stadio più complesso da trattare. Ma si può farlo, con tanta fede, con una buona preparazione, con l’aiuto e la volontà del Signore».

Il sacerdote, che adesso vive presso la Casa della Fraternità di Udine, ha ribadito che «Il Demonio esiste. Così come esiste il Bene. Solo che la maggior parte dei preti stessi della Chiesa Cattolica non ci crede più. Non si fa più la benedizione delle case, non si prega, le immagini sacre sono sparite dalle nostre abitazioni. Pare cosa antiquata, da pazzi. Ma non lo è. Siamo caduti nell’inganno del Demonio, che opera ormai senza controllo, sempre di più in questa società senza valori, senza credo, senza riferimenti».

Durissime le riflessioni del prete sulla bestemmia: «La bestemmia apre la porta aperta al Male, e noi ormai in questa società gli lasciamo le porte spalancate. Cediamo non ci sia. Crediamo in altro. O in nulla. […] E chi fa del bene in maniera disinteressata, chi opera senza risparmio per il benessere del prossimo sappia che può essere attaccato al Maligno, perché gli altri ce li ha già in tasca. Cosa consiglio? Di chiedere al proprio sacerdote di fare una benedizioni alla casa.

Che venga messo in ogni chiesa un libro in cui chi desidera la benedizione della casa possa segnalarlo al parroco». Infine un consiglio ai giovani: «State lontani dalle sette. Ho seguito una ragazza di Pordenone che era finita dentro a queste cerchie malefiche, che esistono e sono potentissime; ah, quante ne ha passate, lo so, ma poi alla fine ce l’ha fatta, ne è uscita. Cosa dire di Halloween? Non ha energie particolari, è solo usato dai satanisti per i loro riti. Ha assunto comunque in generale dei connotati satanici».

2 pensieri riguardo “L’esorcista don Nicli: “La maggior parte dei preti non crede più al demonio”

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    18 Ottobre 2016 in 21:55
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    Purtroppo non solo è vero, ma ci sono anche molti vescovi. Si usano gli psicologi (e potrebbe anche andare) ma quello che è peggio, si usano parametri puramente positivistici, senza rendersi conto di collocarsi così in un orizzonte in cui Dio non è reperibile, già a Gesù chiesero un segno positivistici: scendi dalla croce…

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    11 Luglio 2017 in 10:47
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    Mi chiedo come sia possibile concedere il sacerdozio a persone non credenti.

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