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Irlanda, pandemia accentua la crisi vocazionale

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I quattro mesi passati sono stati difficili anche per la Chiesa, e mentre “la pandemia continua a influenzare il modo in cui svolgiamo la nostra missione sacramentale e pastorale nelle parrocchie e nella Chiesa, nonostante la paura, la stanchezza e il dolore, i sacerdoti si sforzarono di stare accanto a coloro che vivono il lutto e la sofferenza”.

Il vescovo di Ossory, mons. Dermot Farrell, annunciando alcuni trasferimenti del clero della diocesi e alcuni accorpamenti di parrocchie in “aree pastorali”, ha condiviso alcune riflessioni con i fedeli su questo tempo della pandemia che è stata una “sfida spirituale e pastorale”, oltre che sanitaria. La pandemia però si è innestata in una situazione pastorale che “preoccupava molto già prima dell’attuale crisi” e cioè la mancanza di sacerdoti. Ed è per questo che si verifica che “un sacerdote che va in pensione o si trasferisce non possa essere sostituito”.

È una sfida che ci invita “a scoprire nuovi modi di servire e sostenerci a vicenda mentre cerchiamo di seguire il Signore in un tempo nuovo”, scrive il vescovo, tanto più che mancano candidati al sacerdozio. “Sebbene assillati da molte preoccupazioni ben fondate”, conclude mons. Farrell, l’invito è a non perdere “né la speranza né la fiducia nell’amorevole cura del Signore per noi e nella sua vicinanza a ognuno di noi e alla sua Chiesa”. (SIR)

Massimo Notaristefani

Massimo Notaristefani

Laureato in comunicazione, appassionato di giornalismo e cattolico!

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