Il vescovo di Carpi: “Recuperare le radici cristiane per contrastare l’espansione islamica”

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cavina“ Chi in Italia è alla fame o non riesce ad arrivare a fine mese, ha tutto il diritto ad indignarsi davanti ai trenta euro erogati a fondo perduto  dallo Stato per migranti che sono di passaggio,  quando questo eborso non è limitato alla sola fase della emergenza, ma dura nel tempo”. Lo dice Monsignor Francesco Cavina, vescovo di  Carpi.

Eccellenza Cavina, recentemente i vescovi Trasarti e Negri hanno detto in interviste che la carità comincia dai vicini , intendendo i poveri italiani. Che cosa ne pensa?

“ Hanno delle ragioni . E non mi sento di dare  del torto. Indubbiamente il cristiano è tenuto a fare la carità a tutti senza badare al colore della pelle o alla condizione sociale, però non dimentichiamoci che bisogna sempre cominciare da chi ci sta attorno, dai più prossimi, con opera di sano discernimento”.

Che cosa vuole dire?

“ Che, pur ritenendo la carità senza limiti, spesso tendiamo a dimenticare le necessità  o a trascurare le povertà di casa nostra, di quelli che sono prossimi a noi e questo è ingiusto. E allora pensiamo pure ai migranti e ai rifugiati, aiutiamoli, ma che non sia un chiodo fisso e soprattutto almeno con la stessa intensità badiamo a chi, italiano, se la passa male”.

La  Stato eroga oltre trenta euro per migrante…

“ Chi in Italia è alla fame e non percepisce niente,  non può permettersi cure  e medicine oppure  la sua pensione è bassa, difficilmente accetta questo e ha tutto il diritto a indignarsi specie quando  tale esborso si protrae nel tempo. Io comprendo che si debba finanziare l’ aiuto ai rifugiati, ma quando  è limitato nel tempo, quando si tratta della mera fase emergenziale, ma basta con l’inutile assistenzialismo, dannoso per noi e per loro a lungo corso. Accogliere non è dare un letto o un piatto di pasta e poi lasciare la gente a bighellonare inoperosa.  Tutto questo va persino contro la dignità del migrante e non è accoglienza”.

Possiamo fare entrare tutti ?

“ No. Ci vuole prudenza. Sicuramente  hanno diritto i  rifugiati di guerra o chi scappa dalle persecuzioni, ma quelli che arrivano spinti da necessità economiche, e lo dico con rammarico, no. Occorre valutare con sano realismo che il mercato interno italiano è già saturo”.

Crede che per via migratoria o demografica, sia in atto una sorta di islamizzazione del continente europeo?

“ Sono stato di recente in Iraq e ho parlato con tanti cristiani. Mi hanno riferito che gli islamici sono convinti che prima o dopo sovvertiranno l’Europa e i suoi valori. Pensano che il mondo occidentale e quello europeo siano corrotti e  fiacchi, che non esista più fede e che dunque potranno farcela ad espandersi anche in via demografica.  Ecco, davanti a questo, ritengo che il compianto cardinal Biffi in tante sue valutazioni, avesse ragione. L’ Europa, se davvero vuole rimanere come è,  deve recuperare in fretta le origini cristiane. Da questo punto di vista, sia Giovanni Paolo II, che Papa Ratzinger avevano lavorato bene. Su questo terreno, quello della fede, possiamo pacificamente contrastare l’espansione islamica. Infine mi domando retoricamente: perché i migranti islamici non vengono accolti dai paesi loro fratelli per fede e penso all’Arabia Saudita?”.

Bruno Volpe

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Un pensiero su “Il vescovo di Carpi: “Recuperare le radici cristiane per contrastare l’espansione islamica”

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    1 Febbraio 2018 in 21:29
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    la storia si ripete a distanza di millenni: diciamo che vi da fastidio una società pluralista dal punto di vista religioso…libera chiesa in libera europa…

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