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Il vescovo di Acerenza: “In Italia un clima culturale ostile alla famiglia”

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famiglia“ Clima culturale ostile e politica poco attenta remano contro la famiglia e la natalità”. Lo dice in questa intervista a La Fede Quotidiana monsignor Francesco Sirufo, arcivescovo di Acerenza in Basilicata.

Eccellenza, l’Italia è un paese a natalità prossima allo zero, perché?

“ Il problema non è solo italiano, ma del mondo Occidentale, anche se da noi maggiormente evidente. Molto dipende da un clima culturale ostile alla famiglia e sicuramente da una politica poco attenta ai bisogni della famiglia intesa quella composta da un uomo e una donna uniti in matrimonio ed aperti alla vita, quella della rivelazione biblica e del diritto naturale”.

Clima culturale, che cosa intendere?

“ Quel modo di pensare, per esempio,  in base al quale un figlio diventa impaccio alla libertà assoluta, alla volontà di continuare a fare quello che si faceva da scapoli e allora la scelta di mettere al mondo una creatura si rimanda e talvolta se ne fa persino a meno.  E’ una malintesa idea di libertà e di progresso che fa pensare che la sessualità sia ridotta all’ edonismo e al piacere , non alla riproduzione. Ci troviamo davanti ai frutti amari della libertà intesa in senso sbagliato e questo accade perché l’ uomo antepone l’ io a Dio, perché siamo ormai invasi da due pericolose correnti di pensiero chiamate secolarismo e relativismo etico e culturale. I risultati portano alla sessualità disordinata  ispirata solo al piacere e dunque alla bassa natalità”.

Dal canto suo, la politica che cosa fa?

“ E’ poco attenta ai veri problemi della famiglia. Penso al grande problema del lavoro che manca specie al Sud e dunque alla disoccupazione. Se due ragazzi non sanno come pianificare il loro domani ,anche mettere al mondo un figlio diventa una scommessa e problematico. Arriviamo al paradosso che un evento lieto come una nascita, certe volte si trasforma in angoscia e motivo di preoccupazione. Per aiutare davvero la famiglia e  incrementare la natalità, occorrono interventi seri e strutturali, un fisco amico, servizi all’ altezza della situazione. Invece notiamo che in Italia, ma anche in Europa,  si attribuisce maggior importanza ad altri modelli di unione e si corre persino per approvare leggi contrarie alla famiglia , quella intesa tra uomo e donna, il solo ed unico modello che possiamo chiamare tale”.

Bruno Volpe

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