Il cardinale Grocholewski: “Nessuna unione è paragonabile alla famiglia composta da uomo e donna”

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Zenon Grocholewski“La famiglia è quella composta da un uomo e una donna uniti nel vincolo sacramentale del matrimonio col fine di procreare e dare educazione cristiana ai figli. Le altre unioni non possono essere paragonate alla famiglia e tanto meno al matrimonio”: lo dice con nettezza il cardinale polacco Zenon Grocholewski, prefetto emerito  della Congregazione per la educazione cattolica.

Eminenza, secondo lei esiste una tendenza in tema di matrimonio ad aprire verso altre direzioni?

Questa tendenza esiste, tuttavia il credente non può guardare da altra parte, ma deve avere come modello di rifrimento la Sacra Famiglia che  è composta da un uomo e una donna. Questo e solo questo è il nostro modello di famiglia. Oggi, al contrario, si pretendedii far passare per equivalenti altri modelli che non possono  essere equiparati alla famiglia tradizionale, tanto meno al matrimonio.

Da che cosa dipende questa tendenza?

Molto è causato del processo di secolarizzazione  in atto, poi questo modo di pensare e di agire, è prodotto da una accentuata ricerca del piacere sessuale, dall’ edonismo che finisce non di rado nel cadere in libertinaggio sessuale. Tale tendenza , pretende di fare passare l’amore vero in secondo piano rispetto ad un sesso ridotto a mero  godimento fisico. La Chiesa ha il dovere di mettere in guardia da questa visione e di ribadire la verità nella fede .

Veniamo alla situazione in Polonia che oggi vive una turbolenza poiltica dopo le recenti e  controverse leggi sulla Corte Costituzionale e i mezzi di informazione. Che giudizio da a queste leggi?

La mia idea è che sono ottime leggi e persino necessarie. Non comprendo il motivo di tanta indignazione della opposizione e di parte dei giornalisti davanti a provvedimenti necessari. Prendiamo il caso dei media che  sono spesso diventati aggressivi, poco obiettivi ed anche parziali nel descrivere la realtà. Il motivo di questa ondata di agitazione penso che sia altro.

Quale?

L’ attuale opposizione in Polonia non ha saputo accettare la sconfitta elettorale. Non ha  metabolizzato serenamente il responso delle urne, forse perchè era convinta di vincere  ed invece ha perso. Tutto qui.

Che cosa può dire del nuovo corso  polacco?

Io sono molto contento del cambiamento in atto e ritengo che il nuvo Presidente e il capo del governo stiano lavorando bene, svolgono con saggezza un buon lavoro nel rispetto della sensibilità della maggioranza dei polacchi e della tradizione, anche cattolica. Bisogna dare loro il tempo di lavorare. Certamente vanno giudicati per quello che faranno nel concreto e se non sapranno o potranno mettere in pratica quello che hanno annunciato nella campagna elettorale, occorrerà prenderene atto e valutare. Per il momento sono soddisfatto .

Infine Maria. Il predicatore della casa Pontificia, Cantalamessa in una delle prediche di Avvento ha detto che noi cattolici le diamo troppi titoli e che questo finisce con l’ incrinare i rapporti col mondo protestante, condivide?

Dissento. Il culto mariano è  diffuso tra i credenti e i titoli sono frutto della devozione popolare che va difesa e della saggezza della Chiesa che li ha dati. Inoltre, la Madonna è mamma e ciascuno, come possiamo vedere, da alla propria mamma dei nomi. Non ritengo afatto che la devozione mariana, che va incoraggiata, sia di ostacolo al dialogo con i  protestanti. Dissento da questa opinione che non trovo fondata.

Bruno Volpe

Michele M. Ippolito

Michele M. Ippolito

Direttore di LaFedeQuotidiana.it

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