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I vescovi europei: “Il vaccino contro il Covid-19 sia per tutti”

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“Se la relazione fa parte della nostra natura, allora ogni chiusura agli altri per difendere se stessi, ogni interesse individuale, fino a lucrare sulle sventure, è contro la dignità personale, contro la collettività: è contro i diritti umani. Nessuno deve essere escluso, anche nella distribuzione del vaccino”.

È un appello ad alimentare in questo tempo di crisi una “solidarietà rinnovata tra le persone, i popoli e le Nazioni”, il messaggio che i vescovi europei lanciano all’Europa al termine dell’assemblea plenaria del Ccee che si è svolta in modalità online dal 25 al 27 settembre. I vescovi – presidenti di tutte le Conferenze episcopali europee – hanno discusso e riflettuto delle ricadute che la pandemia ha avuto nella vita delle Chiese e delle singole società.

“Non abbiamo, al riguardo, soluzioni pratiche che spettano a quanti hanno responsabilità pubbliche, ma fa parte del nostro dovere pastorale richiamare alla coscienza personale e collettiva alcuni atteggiamenti di ordine spirituale ed etico”, scrivono i vescovi che esortano le comunità cattoliche del continente a non perdere “la fiducia” senza la quale “non è possibile guardare al domani”. Ma al cuore del messaggio c’è soprattutto un richiamo forte al senso di solidarietà.

“L’esperienza universale – scrivono – dimostra che ogni essere umano ha bisogno degli altri, che nessuno è autosufficiente: basta un virus invisibile per piegare l’illusione di essere invincibili. La nostra gratitudine va a medici, operatori sanitari, forze dell’ordine, volontari che, sull’esempio di Cristo, hanno sostenuto le popolazioni in difficoltà, specialmente i più deboli”. E aggiungono: “La ricerca di vie solidali per l’affronto delle difficoltà, come per la tenuta e la ripresa della normalità della vita, esprime la consapevolezza di essere gli uni accanto agli altri nel medesimo destino, ed esige forme concrete di espressione, anche verso il creato, per il quale siamo chiamati ad avere una rinnovata cura, perché è l’opera di Dio data a noi come casa comune. Sappiamo che il Continente sta percorrendo questa strada, e noi vescovi incoraggiamo ogni sforzo per essere all’altezza del compito, ricordando la sua responsabilità di fronte al mondo che scaturisce dall’umanesimo cristiano all’origine della sua storia”. (SIR)

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