Giuliva di Berardino sulla missione come “stato costitutivo di ogni Cristiano”

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IL VANGELO DEL GIORNO

Giovedì 3 ottobre 2019

Versione audio

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Versione testuale

Il Vangelo di oggi è in linea con il tema che la Chiesa ha scelto di vivere per questo mese missionario:”battezzati e inviati“. La missione non è una chiamata particolare di qualcuno che è più portato, o è più carismatico. No! Il Vangelo ci mostra oggi che la missione, l’annuncio della salvezza, della gioia del Vangelo, è lo stato costitutivo di ogni Cristiano, di ogni discepolo di Gesù. Il papa ha iniziato questo mese missionario dicendoci che non si può vivere una vita cristiana chiusi in sacrestia. E’ giusto! La fede o è missionaria, o non è fede! Perciò, se siamo battezzati in Cristo, tutta la nostra vita è chiamata a dire Cristo, a predicare il Vangelo. Il testo di questo Vangelo ci indica proprio questo invio e specifica un numero preciso per quantificare gli inviati: sono 72. Un numero multiplo di 12 per 6 volte, e che rimanda al numero delle genti abitanti la terra secondo la tavola delle nazioni di Genesi 10 (nella versione greca dei LXX). Questo vuol dire proprio che l’invio in missione è per tutti. Se infatti, nel Vangelo di Luca, i Dodici erano già stati inviati prima, nel capitolo 9,  perché rappresentano le tribù d’Israele e quindi il popolo ebraico, ora, proprio quando Gesù, l’abbiamo visto ieri, prende la ferma risoluzione di avviarsi verso Gerusalemme, e quindi ha nel cuore e nella mente il fine della sua missione: il dono di salvezza per tutti, sente che la sua missione è chiamata a dilatarsi nel mondo, a espandersi. Per questo ha bisogno di chiamare e inviare non solo i Dodici, ma anche altri discepoli, come completamento ai Dodici. Gesù stesso li designa e li invia, proprio come aveva fatto con gli apostoli. Si tratta dunque di una scelta precisa di Gesù che è per tutti e di un invio che è la forma che assume questa scelta di Gesù per tutti. Allora oggi possiamo ricavare alcuni elementi importanti per iniziare, come chiesa e come singolo battezzato, questo mese missionario. Innanzi tutto il Vangelo parte non con un’inutile discorso illusorio da parte di Gesù, ma con un avvertimento realistico, valido sempre, in ogni tempo e in ongi situazione in cui Dio ci metterà ad annunciare il Vangelo: il numero degli operai sarà sempre piccolo rispetto al grande bisogno che c’è di Dio nel mondo. E quì, Gesù, ci indica non una strategia particolare per uscire da questa minoranza, ma una via molto preziosa che ci sarà sempre utile nella nostra vita di inviati: «Pregate il Signore della messe, perché mandi operai nella sua messe». Ed è proprio vero! perché non servono strategie o pubblicità particolari: si evangelizza per attrazione! E per attirare le anime a Cristo l’unica cosa che si può fare è pregare: non ci sono altre soluzioni. Pregare e andare, ci mostra il Vangelo, uscire, varcare la porta di casa col sorriso, con il cuore in pace, perché nel cuore c’è la preghiera. E poi Gesù ci consiglia di vivere in sobrietà, con spirito di adattamento, di sacrificio, per valorizzare non le nostre idee e i nostri discorsi, ma i gesti umani più semplici, come quelli del mangiare e del bere in una casa, perché la semplicità comunica il Vangelo! Chi non accoglie il Vangelo, facciamoci caso, non accoglie la gioia della vita semplice ed è coì che si mette in pericolo, perché nel suo cuore resterà solo! Il Cristiano invece troverà sempre una via per uscire dalle scuse, dalle pretese, dalle rivendicazioni, perché conosce la via di Gesù e si saprà sempre abbassare, saprà farsi piccolo e non perderà tempo in contese che lo potranno condannare alla solitudine! Essere cristiani è essere inviati a costruire amore, fiducia, bellezza! Allora oggi lasciamoci inviare da Gesù, come i 72 discepoli, andiamo con gioia a incontrare gli altri, sorridiamo a questo mondo che troppo spesso si lascia opprimere dallo spirito di morte! La nostra fede in Gesù Risorto non può che inviarci liberare la speranza e la gioia in chi ci sta vicino.

Lc 10, 1-12

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l’operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: È vicino a voi il regno di Dio. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite: Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino. Io vi dico che in quel giorno Sodoma sarà trattata meno duramente di quella città”.

GIULIVA DI BERARDINO

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