Giuliva Di Berardino sul rifiuto di Gesù alla richiesta di alcuni farisei

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IL VANGELO DEL GIORNO: lunedì 17 Febbraio 2020

Mc 8,11-13 

In quel tempo, vennero i farisei e incominciarono a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli, con un profondo sospiro, disse: “Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione”. E lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all’altra sponda.

In questo Vangelo troviamo il rifiuto di Gesù alla richiesta di alcuni farisei che discutono con Lui e gli chiedono un segno. Gesù non cede alla richiesta di un segno. Cerchiamo di capire perché Gesù pone questo rifiuto. Cerchiamo a che di capire anche la modalità di reagire di Gesù di fronte a questa richiesta, perché è importante entrare nella conoscenza della motivazione per cui non si coinvolge con questi farisei e non esaudisce le loro richiese. Questo approfondire il testo del Vangelo per cercare una riflessione ci è utile, perché non solo questi farisei, ma anche noi, a volte, non siamo esauditi da Gesù nelle nostre richieste. E cercare di comprendere perché in certe circostanze non siamo esauditi ci rende la vita migliore. Innanzi tutto Gesù richiede spiegazioni a questi farisei, li rimanda alla loro coscienza: “Perché questa generazione chiede un segno?”, chiede Gesù. Quando chiediamo qualcosa a Gesù, quando formuliamo le nostre richieste, chiediamoci per quale motivo le presentiamo a Gesù. Per una soddisfazione personale? Per una possibilità di donarci di più? Per capire qualcosa di noi? di Dio, o degli altri?…le motivazioni sono tante, ma, per chiedere un segno a Dio, ci annuncia oggi il Vangelo, è importante avere una motivazione profonda. Non si và da Gesù senza una motivazione profonda, perchè senza motivi validi non possiamo lasciar agire Dio, ma diciamo noi a Lui cosa deve fare, come deve agire e non accogliamo la verità della Sua Presenza che agisce sempre, in profondità. Ecco allora che cominciamo a riflettere sul motivo per cui Gesù se ne và. Se osserviamo bene il testo, ci rendiamo conto che, poco prima, il Vangelo ci informa che questi farisei erano venuti da Gesù per “metterlo alla prova“. Il verbo greco utilizzato nel testo e che noi traduciamo “mettere alla prova” è “πειραζω“, che vuol dire anche “tentare” ed è lo stesso verbo utilizzato in Mc 1,13 per indicare quando Satana si presentò a Gesù nel deserto per tentarlo. Quindi, in questa richiesta da parte dei farisei, Gesù rivive la stessa qualità di richiesta che aveva vissuto nel deserto, quando fu tentato. E’ scritto infatti nel testo che Gesù, prima ancora di chiedere “perché chiedete un segno?”, fece un sospiro. Ecco, questo sospiro è un’indicazione di questo rimando alla situazione della tentazione. Il segno che gli chiedevano, quindi, doveva essere una tentazione per Gesù. Per questo non cede: li lascia lì e va verso l’altra sponda del lago. Questo atteggiamento di Gesù allora, questo rifiuto che Lui porge, non è una sconfitta, ma una vittoria sulle manipolazioni umane che legano Dio a condizioni umane, mentre Gesù è libero, perché è Figlio di Dio! Lui viene a salvare chi desidera davvero la salvezza, non chi cerca di soddisfare i propri capricci. Allora oggi chiediamo al Signore di poter agire come Lui, con questa sapienza di fronte alle macchinazioni del Male, chiediamo la forza e la libertà di Gesù per non alsciarci tentare nel concepire pensieri e compiere azioni che ci metterebbero in condizione di non poter tornare più indietro. Preghiamo insieme: Signore, rendici capaci, come hai fatto Tu, di dire no alle lusinghe e alle richieste che ti facciamo per nostro comodo e non per amore. Ci affidiamo a Te, Signore, in questo nuovo giorno, perché possiamo vivere la Tua libertà e portare nel mondo la Tua verità. Buona giornata!

 

Michele M. Ippolito

Michele M. Ippolito

Direttore di LaFedeQuotidiana.it

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