Giuliva Di Berardino sul "perché tutte queste corse al mattino di Pasqua" | lafedequotidiana.it

Giuliva Di Berardino sul “perché tutte queste corse al mattino di Pasqua”

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La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.

Ecco l’audio

Ecco il testo

DOMENICA DI RISURREZIONE : 21 Aprile 2019 

In questo Vangelo di oggi, domenica nella Pasqua del Signore, Maria Maddalena si reca al sepolcro di buon mattino, “mentre era ancora buio“, un buio simbolico, che indica lo stato del cuore di Maria. E’ buio perchè non c’è Gesù, la luce vera! Eppure è proprio in questo buio interiore che Maria di Magdala vede la pietra della tomba rimossa. La donna sospetta il furto del cadavere, e, presa dall’amore per il suo Rabbi che crede morto, corre dai suoi amici, Pietro e Giovanni, e questi corrono verso il sepolcro che trovano vuoto. Giovanni precede nella corsa, perché più giovane, ma emerge la sua umiltà e la sua fede: Giovanni sa aspettare Pietro, per entrare insieme a lui nel sepolcro, e sa anche credere, appena vede il sepolcro vuoto. Nello stesso tempo, però, emerge anche l’umiltà e il coraggio di Maria Maddalena, una donna umile, che  la non prende iniziative personali, ma si rimette alla Legge di Dio che prevede la testimonianza oculare di due uomini (Dt 19,15; Mt 18,16; 2Cor 13,1ss), per questo va a chiamare i suoi amici maschi. Ma Maria è anche una donna coraggiosa, perché non ferma la sua corsa, anzi! segue le corse degli altri due amici, pur restando fuori dal sepolcro. La domanda che ci viene spontanea davanti a questo testo è…ma perché tutte queste corse al mattino di Pasqua? Forse anche la corsa è un elemento simbolico, come il buio? Sicuramente in questo mattino di Pasqua le corse sono avvenute veramente, ma certamente anche la corsa è un elemento simbolico perché nella Bibbia corre chi ama, si muove velocemente colui che desidera! Perciò, come commenta anche Sant’Agostino, è l’amore che fa correre gli apostoli, anche se non capiscono ancora, anche se nel cuore di Maria, Pietro e Giovanni ci poteva essere ancora buio, anche se forse il loro amore era solo ancora troppo umano. Però…magari avessimo anche noi una briciola di questo amore umano che questi apostoli hanno avuto per Gesù!! Se potessimo correre anche noi per amore, come loro: come Maria, come Pietro e Giovanni! Se potessimo anche noi non fermare la gioia del Vangelo di Cristo Risorto che corre! Chiediamolo in questa santa Pasqua!! Oggi Cristo è risorto! Oggi siamo rivestiti di Cristo! In questa notte santa, nel Battesimo, siamo rinati alla vita dei risorti e abbiamo in noi la vita di Dio: ma perché restiamo fermi? Di cosa avere paura? Se gli apostoli, che erano così diversi tra loro, che non capivano ancora che Gesù era risorto, se loro hanno saputo correre verso un unico luogo, con un solo cuore, è perché tutti, a modo loro, amavano Gesù! Allora in questa Pasqua, senza paura, aiutiamoci a correre anche noi, come gli apostoli, per le strade, nelle case, lì dove viviamo e lavoriamo! Aiutiamoci ad annunciare la gioia del Vangelo! Ecco cosa scriveva il Cardinale Carlo Maria Martini, commentando questo Vangelo:”Quando manca la presenza dei segni visibili del Signore, bisogna scuotersi, muoversi, correre, cercare, comunicare con altri, con la certezza che Dio è presente e ci parla. Se nella Chiesa primitiva Maddalena non avesse agito in tal modo, comunicando ciò che sapeva, e se non ci si fosse aiutati l’un l’altro, il sepolcro sarebbe rimasto là e nessuno vi sarebbe andato; sarebbe rimasta inutile la risurrezione di Gesù. Soltanto la ricerca comune e l’aiuto degli uni agli altri portano finalmente a ritrovarsi insieme, riuniti nel riconoscimento del Signore” (C. M. Martini, Il vangelo secondo Giovanni, Roma 1980, 157-158). Ecco, dunque, auguriamoci che in questa Pasqua ciascuno di noi riceva un grande amore per Gesù, per essere anche noi testimoni della Risurrezione.

Gv 20, 1-9

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici. E’ autrice di un blog dal titolo “Teologia e danza, Liturgia e vita” in cui condivide ogni giorno la meditazione del Vangelo nella rubrica “La Parola danza la vita”.
Per contattare la teologa Di Berardino scrivere a: giuliva.diberardino@gmail.com

Un pensiero riguardo “Giuliva Di Berardino sul “perché tutte queste corse al mattino di Pasqua”

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    21 Aprile 2019 in 7:32
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    Nel cammino pasquale dei Discepoli vi sono più cose che li accomunano. Una è la ricerca di i Gesù. Le donne cercano Gesù nella tomba per ungerne il corpo; la Maddalena chiede sconsolata al presunto giardiniere dove ne abbia posto il corpo; Pietro e Giovanni vedono il sepolcro vuoto con bende e sudario ma non la salma. Tutti cercano, ma ancora al modo umano: con gli occhi e fra i morti. Gesù li aiuterà apparendo loro di persona, ma per insegnare loro a cercarlo in altro modo. Cercare Lui ora è cercare Dio: non con gli occhi ma con una fede che crede, non in un sepolcro ma nell’intimo del cuore, non nei ricordi passati ma nella gioia di una presenza. Cerchiamo allora il Risorto con l’amore del nostro cuore e alimentiamo il nostro amore attingendo all’Amore del suo Sacro Cuore per noi. L’amore, pur conoscendo l’amato, non estingue mai la sete di lui, perché “l’amore più cresce più ama e più ama più accresce il desiderio di conoscere e amare colui che ha già trovato” (Benedetto XVI)

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