Giuliva Di Berardino sugli effetti che l’amore di Gesù produce nel mondo

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IL VANGELO DEL GIORNO: Gv 15,18-21 sabato 16 Maggio 2020

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

Oggi la liturgia continua a farci ascoltare il vangelo secondo Giovanni e continua il testo di ieri. Dopo aver consegnato, quindi, il comandamento dell’amore ai suoi discepoli, un comandamento caratterizzato da quella concretezza che anima la vita, come dicevamo ieri, oggi Gesù spiega ai discepoli, e quindi a noi, gli effetti che questo amore esso produce nel mondo. Ma, che cos’è il mondo? “mondo“, in greco “cosmos”, che, nel Vangelo di Giovanni, compare ben 78 volte, con significati diversi. Spesso la parola “mondo” è usato come metonimia, cioè per indicare la parte per il tutto, come quando in italiano intendiamo dire l’uomo per indicare l’umanità nel suo insieme: maschi e femmine, per intenderci. Ecco, in questo testo, che oggi leggiamo alla luce della Pasqua, il “mondo” è tutto ciò che si oppone alla vittoria di Gesù sulla morte, che è l’amore, di cui molto ci ha parlato il Vangelo in questa settimana che oggi si conclude. Oggi quindi questo è un testo che ci mostra l’efficacia dell’amore, riepilogandone il senso profondo, nella praticità della vita. Allora impariamo che c’è sempre un’ostilità che nasce intorno a noi quando ci lasciamo attirare dall’amore di Dio, quando decidiamo di non pensare più a noi stessi, e quindi di uscire dalla logica dell’utile e del possesso, per entrare in questo amore libero e liberante di Dio per noi. E Gesù ci assicura che, nella misura in cui ci sentiamo uniti a Lui, avremo sempre la forza di sopportare persecuzioni, calunnie, cattiverie, perché avremo nel cuore l’amore, col quale ci ha amato Gesù, l’amore del Risorto, che ci libera dal male, perché è capace di vincere ogni male in noi e intorno a noi! Il Risorto ci ha mostrato che l’amore vince sempre, per questo, di fronte a ogni ostilità non possiamo scoraggirci e neppure possiamo consegnarci al male, rispondendo col male, perché noi non siamo “del mondo“. Noi siamo stati scelti, dice Gesù: vi ho scelti io dal mondo, eklegw, scegliere, eleggere, che ricorda per assonanza il termine greco ekklesia, convocazione di persone scelte. Chi ama Dio, chi è amato e scelto da Lui,  di fronte alle ostilità e alle umiliazioni, alle calunnie, alle persecuzioni che si possono scatenare contro di lui, prende sempre più coscienza di essere stato eletto, di essere stato tratto, chiamato per nome, raccolto dal mondo, tratto dalla morte alla vita. Chi ama Dio, chi è risorto con Gesù, battezzato nelle acque della salvezza, conosce una sola risposta alle ostilità: la lode a Dio, la lode per Colui che abbatte ogni muro, che scioglie ogni durezza con la mitezza e la tenerezza dell’amore. Che la lode di Dio quindi abiti la nostra casa, riempia le nostre giornate, colmi la nostra esistenza. La lode del Signore è la nostra vittoria e la nostra speranza, in mezzo al mondo. Nella liturgia dell’Ufficio delle letture di oggi troviamo un commento meraviglioso di S.Agostino sull’alleluya pasquale. concludo questo commento con le sue bellissime parole: “Ci è stato promesso ciò che attualmente non possediamo, e poiché è verace colui che ha promesso, noi ci rallegriamo nella speranza, anche se non possedendo ancora quello che desideriamo, il nostro desiderio appare come un gemito. E’ fruttuoso per noi perseverare nel desiderio fino a quando ci giunga ciò che è stato promesso e così passi il gemito e gli subentri solo la lode….impegnatevi a lodare Dio con tutto il vostro essere: cioè non solo la vostra lingua e la vostra voce lodino Dio, ma anche la vostra coscienza, la vostra vita, le vostre azioni.” Allora oggi impegnamoci a stare nel mondo con la gioia della lode, perché all’ostilità del mondo possiamo rispondere come chi, felice di essere amato, risponde con amore, col sorriso. Buona giornata! 

Michele M. Ippolito

Michele M. Ippolito

Direttore di LaFedeQuotidiana.it

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