Giuliva Di Berardino su Maria madre di Dio che ci insegna a progredire nel progetto divino | lafedequotidiana.it

Giuliva Di Berardino su Maria madre di Dio che ci insegna a progredire nel progetto divino

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IL VANGELO DEL GIORNO:

1 Gennaio 2020

Solennità Maria S.sma Madre di Dio 

Lc 2, 16-21 

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

Oggi la liturgia ci fa contemplare Maria come Madre di Dio: un mistero legato all’Incarnazione di Gesù e alla fede nell’umanità di Gesù come vero Dio e vero uomo. Il dogma di Maria Madre di Dio viene fuori infatti da un grande dibattito che aveva come tema il Figlio di Dio incarnato. E’ la fede nel Figlio di Dio che si fa uomo a portarci a venerare Maria come Madre di Dio. Siamo nei primi secoli del Cristianesimo, nel 431, quando, durante il Concilio di Efeso, venne definita la verità di fede della “divina maternità di Maria”. Così, nel 1931, nel XV Centenario del Concilio, papa Pio XI istituì questa festa liturgica. Nel VI secolo, questa liturgia veniva ricollegata a quella del Natale perché il primo gennaio era la fine del tempo liturgico chiamato “in octava Domini” che ricordava il rito compiuto otto giorni dopo la nascita di Gesù, quello della circoncisione, che dava proprio il nome alla festa e inaugurava l’anno nuovo.  Oggi ancora riflettiamo su questo Vangelo e riflettiamo sulla figura di Maria, nel contesto in cui si trova a generare il figlio di Dio. Il vangelo trasmette che Maria custodiva queste cose nel suo cuore, cioè si prese in custodia, protegge ciò che merita attenzione nella sua vita. Perciò, ciò che lei custodisce dipende dalla sua scelta, dalla sua libertà. Nella Bibbia, in ebraico, è Dio il custode d’Israele, Colui che non prende sonno per implicarsi nel coinvolgimento di qualcosa di prezioso che nell’uomo si rivela, nella storia degli uomini. Per questo Maria custodisce, perché lei sa come implicarsi totalemente nel sogno di Dio per l’umanità, e ci insegna a vivere così, in modo che tutto sia nella nostra vita una risorsa per il futuro e ci faccia leggere il desiderio di Dio nella nostra vita. Maria ci insegna come implicarsi nella vita con Dio liberamente. E questo ci mette nella gioia, anche là dove non ci dovrebbe essere! Pensiamoci: Maria partorisce in una povertà estrema, povertà non solo materiale ma anche affettiva perché è lontana dal suo villaggio di Nazareth. Eppure Maria ha saputo trovare la gioia nel condividere con i pastori il figlio di Dio che lei ha deposto in quella mangiatoia. E Maria così, in questo modo, meditava, in greco symbàllusa, che letteralmente significa mettere-insieme, avvicinare parti-separate, incastrare tra loro pezzi diversi. Maria allora, all’inizio di questo nuovo anno, ci insegna come progredire nella  comprensione di un progetto divino che è su di noi e su tutta l‟umanità. La Madre di Dio ci mostra che nei comportamenti concreti possiamo uscire dalla dispersione, dalla superficialità di esperienze esaltanti, anche nella fede, ma senza implicazione di sè, senza adesione a un progetto concreto per la nostra vita. Maria, insegnaci a  fermarci, a fare silenzio, a mettere insieme i pezzi della nostra storia anche dolorosa per collegarli con tutto ciò che abbiamo visto e udito di Gesù. E lì trovare la nostra gioia! Maria, Mettici Gesù bambino tra le braccia, perché ci attendiamo più grazie da Lui e il nostro cuore venga distolto da rivelazioni prodigiose che magari ci attendiamo, per aprire la Sapienza alla povertà, alla semplicità della vita quotidiana che ci porti, o Madre, come ha portato te, alla gioia di percepire come Dio si rivela, perché anche noi, possiamo donare Gesù agli altri, con la dolcezza e la tenerezza della più bella tra le madri. Buon nuovo anno! 

 

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