Giuliva Di Berardino su gli araldi del Vangelo di Gesù

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IL VANGELO DEL GIORNO: venerdì 18 ottobre 

San Luca evangelista (f)

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Il vangelo di oggi descrive l’invio dei 72 discepoli per sottolineare che Gesù manda i discepoli, cioè quelli che lo seguono, e si fa precedere da loro, come fossero degli araldi, degli annunciatori. Questo è il senso anche della festa liturgica che oggi celebriamo. Luca, un greco colto, creativo e credente, ci ha lasciato testi molto preziosi: non solo il Vangelo, ma anche gli Atti degli Apostoli, l’unica fonte che abbiamo per conoscere come è nata la prima comunità cristiana, come lo Spirito Santo ha agito attraverso i primi credenti. Inoltre ci racconta la storia di Paolo e le sue avventure missionarie. Ecco, Luca è uno dei primi credenti che ha fatto ben fruttare i suoi talenti per la missione, per l’avangelizzazione. Si è rivelato per noi un vero evangelizzatore raccontando non tanto di sé, ma delle realtà in cui lui ha creduto, delle persone che gli hanno trasmesso la fede cristiana e quindi la sua umiltà fa eco alla sua sapienza. Chiediamo allora oggi che lo Spirito Santo ci comunichi lo zelo, l’umiltà e l’eleganza di San Luca, che fa brillare gli altri, li fa precedere davanti a sé. La sua attenzione per gli altri che l’ha spinto a donare tempo ed energie per lasciarci un partimonio così prezioso per la nostra fede. Ci insegni oggi il Signore e la preghiera di San Luca a vivere questo fuoco della missione, a sentirci anche noi parte di questa Chiesa che fin dalle origni si è messa in missione, che è nata in missione!  E poiché la missione non è individuale, bensì comunitaria, il vangelo oggi ci insegna che Gesù ci invia sempre insieme, come Chiesa perché ogni discepolo e discepola possano sentirsi responsabili della missione della Chiesa. La Missione ci insegna che noi portiamo non cose materiali, ma pace, fiducia, accoglienza, dedizione, condivisione, come ci trasmette San Luca. Quindi il vangelo ci fa capire che missionari siamo ciascuno di noi, che viviamo e lavoriamo come tutti, ma con uno stile diverso, che accende una luce nuova sul mondo, una luce che è speranza di vivere tutti come fratelli e sorelle. Questo Vangelo oggi ci doni questo nuovo modo di vivere, di convivere, di agire e di pensare e ci renda veri missionari, veri discepoli di Cristo. 

Lc 10, 1-9 

Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l’operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio.” 

Michele M. Ippolito

Michele M. Ippolito

Direttore di LaFedeQuotidiana.it

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