Giuliva Di Berardino: "Ricordiamo non per affliggerci ma per redimerci" | lafedequotidiana.it

Giuliva Di Berardino: “Ricordiamo non per affliggerci ma per redimerci”

Ti è piaciuto? Condividi!

La teologa Giuliva Di Berardino* commenta (in versione testuale e audio) il Vangelo del giorno.

Ecco l’audio

Ecco il testo

Terza Domenica del Tempo Ordinario

Lc 1, 1-4; 4, 14-21

Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di grazia del Signore.” Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».

In questa terza domenica del Tempo Ordinario troviamo due inizi: l’inizio del Vangelo di San Luca e l’inizio della predicazione di Gesù. E c’è una continuità in questo duplice inizio, perché Gesù, commentando il passo di Isaia sul mandato profetico del Messia, afferma: “Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato”. Come quel giorno, anche per noi, oggi, si compie questo invio profetico! Come battezzati, siamo stati scelti come i profeti, unti ed inviati. Ma non siamo inviati a chiunque! C’è un ordine: prima i poveri, quelli che non hanno un’immagine da dare in pubblico, non hanno un ruolo, non hanno una posizione nè economica, nè sociale tale da dover mantenere a tutti i costi delle relazioni finte. Poi i prigionieri, quelli che non riescono a uscire dalle loro prigioni e poi i ciechi, quelli che brancolano nel buio e non riescono a vedere il bene nella loro vita. Come Papa Francesco ci fa notare, nel Vangelo, e in tutta la tradizione cristiana, i poveri hanno la priorità! E questo non perché loro hanno più bisogno, ma perché solo dando la priorità ai poveri possiamo imparare in cosa consiste la vera fraternità. Ora, nella misura in cui facciamo nostro questo mandato profetico di Gesù, possiamo sperare in un nuovo inizio, quello che lega oggi, questo giorno, con l’annuncio del Vangelo fatto dagli apostoli e che  San Luca ci ha trasmesso, e con l’annuncio di Gesù, quel sabato in sinagoga. Se consideriamo che proprio in questa domenica tanti giovani sono riuniti a Panamà con Papa Francesco, e che tante persone, cristiani e non cristiani, oggi ricordano la Shoah, possiamo davvero in questa domenica riunirci tutti in preghiera, nella santa messa, per l’intera umanità, perché la Shoah non è un semplice ricordo, è un immenso dolore che ci portiamo dentro tutti. Tutti, nonostante le differenze di religione, di etnia, di cultura, portiamo nella coscienza l’errore umano che ha afflitto la nostra storia. Però oggi non ricordiamo per affliggerci, ma per redimerci! Tutti avvertiamo il rischio che la nostra coscienza umana possa venirci  espropriata ancora una volta, se non impariamo a rispettare e a stimare ogni essere umano per quello che è. Preghiamo allora per questa nostra umanità e per i giovani, in particolare quelli che hanno incontrato che papa Francesco a Panamà, perché facciano tesoro di questa esperienza di festa mondiale e crescano nella coscienza che è possibile costruire un futuro di vera pace e di vera gioia, nella fraternità con tutti gli esseri umani. Buona domenica!

 

* Giuliva Di Berardino è insegnante di Religione Cattolica nella scuola pubblica. Laureata in Lettere Classiche a Roma, ha poi conseguito il Baccellierato in teologia presso la Pontificia Università Antonianum di Roma e la Licenza in teologia liturgica presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Padova. Attualmente è dottoranda nello stesso Istituto. Consacrata nell’Ordo Virginum della diocesi di Verona, mette a servizio della Chiesa la sua esperienza nella danza biblica e nella preghiera giudaico-cristiana guidando laboratori di danza e preghiera, dedicandosi all’evangelizzazione di strada e all’accompagnamento dei giovani. In seguito ai diversi interventi sulla teologia del corpo e della danza e ai numerosi laboratori svolti in Italia e in Europa, di recente ha pubblicato il libro “Danzare la Misericordia”, ed. dell’Immacolata, in cui descrive una vera e propria spiritualità della danza di lode, a partire dalla Bibbia. E’ anche pedagogista del movimento e guida di esercizi spirituali per giovani, religiosi e laici. E’ autrice di un blog dal titolo “Teologia e danza, Liturgia e vita” in cui condivide ogni giorno la meditazione del Vangelo nella rubrica “La Parola danza la vita”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.