Don Gianni Sini: "Yoga incompatibile con il cattolicesimo. I virologi? Sono i nuovi oracoli" | lafedequotidiana.it

Don Gianni Sini: “Yoga incompatibile con il cattolicesimo. I virologi? Sono i nuovi oracoli”

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“Yoga incompatibile con il cattolicesimo. Virologi nuovi oracoli”: gli affondo del noto sacerdote esorcista di Tempio Pausania, in Sardegna, Don Gianni Sini. in questa intervista che ci ha rilasciato.

Don Gianni: i vescovi ortodossi della Grecia  hanno dichiarato che lo yoga non è compatibile con i principi del cristianesimo. Che ne pensa?

“Hanno ragione. Se ci limitiamo allo yoga come ad una semplice pratica ginnica, passi. Ma il   problema    radica nel fatto che lo yoga è associato alla religione induista. E’ un sistema che serve a raggiungere la tranquillità spirituale”.

E allora?

“L’ inconciliabilità derivante dallo yoga e dall’induismo è ritenere che la salvezza non dipenda da Dio, ma da noi stessi e da un esercizio fisico. Questo è demoniaco. La preghiera cristiana, al contrario, è determinata da Dio. In sintesi con yoga ed induismo si ritiene che l’uomo sia arbitro e padrone di sé stesso e questo non è vero”.

Pandemia. Che conclusione possiamo trarre?

“Sicuramente non è giusto parlare di castigo di Dio, ma possiamo dire che è un invito a capire che siamo tutti sulla stessa barca, che il virus ha colpito piccoli e potenti, grandi potenze e  stati insignificanti a dimostrazione che non possiamo fare a meno degli altri. Inoltre è la certificazione di quanto l’ uomo dipenda da Dio. Basta un virus  per sbaragliare il mondo e nessuno  sa come reagire”.

Ci provano i virologi…

“Costoro pullulano in tv e sino a qualche tempo addietro nessuno li conosceva. Adesso ci dicono che forse ad ottobre avremo una nuova ondata. Ma come fanno a pronosticarlo  che elementi hanno, se neanche sono riusciti a trovare un rimedio e ciascuno ha la sua ricetta, ognuno dice la sua? Una cosa è certa: ci sta un pensiero unico che tira in una direzione e hanno voluto silenziare un Nobel come Montagnier . La mia opinione è che questi virologi siano diventati nuovi oracoli o idoli, spaventano  la popolazione”.

Da che cosa lo vede?

“Da come la gente sta in chiesa. Ha paura  di avvicinarsi, non vede l’ ora di andar via. Hanno fatto trionfare la mentalità per la quale la Chiesa è luogo di contagio. Sulla base delle loro indicazioni  hanno persino cambiato la liturgia, ci hanno detto come dobbiamo celebrare le messe. Abbiamo chiuso le celebrazioni per tre mesi lasciando i fedeli senza sacramenti e  sacramentali. Un credente senza la domenica non può vivere e la fede cattolica ha dimensione comunitaria, non virtuale. Tanti si sono rifatti al passo evangelico del Date al Cesare quel che è del Cesare e a Dio quello che è di Dio, ma qui il Cesare si è preso tutto. In poche parole questo Governo ha ritenuto la Chiesa cattolica persino inferiore a ristoranti, bar  e pizzerie, o supermercati. Ci siamo sottomessi eccessivamente a virologi e politica”.

Lei vive in Sardegna: nota disagio?

“Solo chi è cieco nega l’ esistenza di un disagio crescente che potrebbe sfociare in Ottobre. La gente è stanca e crescono i poveri alle mense. Prima erano quasi e solo extracomunitari, adesso tanti italiani. I virologi  ci dicono che  fare, chiudere ed aprire, spaventano e dimenticano che la gente ha diritto a mangiare. Non capiscono che riaprendo e riprendendo le attività la gente torna  alla speranza e al lavoro. Forse dimenticano i suicidi di persone disperate,  suicidi causati  dalla crisi, dei quali indirettamente o indirettamente questo clima di paura creato anche dai virologi, è responsabile”.

Bruno Volpe

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