Caso diplomatico tra Vaticano e Spagna: chierici catalani pro-indipendenza

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Duecento ottantadue sacerdoti, molti religiosi di diversi ordini e congregazioni e ventuno diaconi, hanno firmato una dichiarazione a favore del referendum per l’indipendenza della Catalogna, dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale, che vogliono che si tenga il 1° ottobre. Sulla base dell’ultimo giornale della Conferenza episcopale spagnola, in Catalogna ci sono 2.190 sacerdoti e religiosi. Ciò significa che la percentuale di sacerdoti e religiosi firmatari è una minoranza. Ma questo non ha frenato il governo spagnolo che ha protestato contro il Vaticano per il sostegno dei religiosi catalani al referendum illegale. L’ambasciatore spagnolo alla Santa Sede, Gerardo Bugallo, infatti, ha inviato una nota di protesta al Segretario di Stato, il cardinale Parolin, “per il sostegno di un gruppo di sacerdoti al referendum illegale per l’indipendenza della Catalogna”. Secondo il governo spagnolo “il comportamento dei sacerdoti cattolici pro referendum viola il codice di diritto canonico, nonché lo spirito degli accordi tra la Spagna e la Santa Sede 1979”.

 

In attesa di una risposta vaticana, gli ecclesiastici catalani chiedono al Papa di mediare con il governo spagnolo perché consenta lo svolgimento del referendum del 1 ottobre e ponga fine alla “repressione”. L’appello chiede a Francesco “fraternamente” che “inviti il governo della Spagna, pubblicamente o per vie diplomatiche, a rivedere la sua opposizione viscerale al referendum, chiesto dall’80% della popolazione, ed a cessare le sue azioni repressive”.

MATTEO ORLANDO

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