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di Mariella Lentini

A volte il coraggio manca e si prova paura di fronte ai pericoli, tanto da indurre alla rinuncia e alla fuga. Fa parte della fragilità umana. Anche i santi hanno sperimentato questo sentimento, come Sant’Agostino di Canterbury, nato a Roma nel 534 d.C. circa, priore del monastero romano di Sant’Andrea sul Celio.

Il re sassone del Kent (Inghilterra) Etelberto, pur essendo pagano, sposa Berta, cristiana cattolica, figlia del re dei Franchi, il merovingio Cariberto. Il sovrano è buono e asseconda i desideri della moglie che gli fa costruire una chiesa a Canterbury, capitale del suo regno, dedicata a San Martino di Tours, patrono dei Merovingi.

Etelberto è talmente affascinato dalla religione di Berta da inviare al papa in persona la richiesta di mandare in Inghilterra dei missionari da Roma. Papa Gregorio I, detto Magno (futuro santo), affida questa importante missione all’umile e docile Agostino e ai suoi monaci benedettini. Agostino ubbidisce a malincuore e, titubante, si mette in viaggio. Arrivato in Provenza (Francia), però, torna indietro perché impressionato dai racconti sui Sassoni, descritti come bellicosi e crudeli.

A Roma, papa Gregorio Magno convince il pauroso Agostino, che intende rinunciare all’incarico, a ripartire; lo incoraggia e gli dice che è lo stesso re anglosassone Etelberto, marito della cattolica Berta, ad avergli chiesto di inviare religiosi. Agostino ascolta le parole del pontefice e, rincuorato, assieme a quaranta monaci, raggiunge l’isola britannica di Thanet. Qui lo accoglie il re del Kent Etelberto in persona, su consiglio della moglie Berta, e lo accompagna nella capitale del regno sassone, a Canterbury, affidandogli la Chiesa di San Martino di Tours.

In seguito la missione dei monaci si dimostra talmente efficace (poiché essi con il loro esempio “praticavano quello che predicavano”), che nel Natale successivo lo stesso re sassone e più di diecimila sudditi si fanno battezzare. Il missionario benedettino viene nominato Primo Arcivescovo di Canterbury, suggestiva città medievale, prima diocesi cristiana della Gran Bretagna, ancora oggi considerata il centro della cristianità inglese. Agostino, su indicazione di papa Gregorio Magno, fonda altre sedi vescovili a Londra e a Rochester, consacrando vescovi i monaci Mellito e Giusto. Muore nel 604 e viene sepolto nell’Abbazia Santi Pietro e Paolo di Canterbury, ora a lui intitolata.

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”

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